vita da gatti, stereotipi e pregiudizi

Confesso che quando ho pensato di adottare un gatto l’ho fatto con un certo rammarico compatendomi anche un po’ per non poter prendere un cane

Dopo due mesi e mezzo di convivenza devo ammettere pero’ che Ercolino mi ha insegnato un sacco di cose nuove permettendomi di guarire da un bel po’ di pregiudizi

1 – Il primo, e più radicato, era pensare che un cane ti da’ affetto mentre il gatto si fa i cavoli suoi. A meno che non mi sia capitato un esemplare mutante, Ercolino e’ più appiccicoso di un Big Bubble
2 – pensavo anche che i gatti fossero campioni di pulizia. Invece qui ormai aleggia un vago odorino di cacca di gatto, per non parlare della scia di sassolini della lettiera sparsi un po’ ovunque e senza tralasciare tutte le improntine sul tavolo e sul bracciolo in legno della poltrona
3 – poi ho imparato che e’ molto meglio che in casa non ci sia niente in equilibrio instabile altrimenti, sicuro come la morte, quel qualcosa cadra’. E cadendo portera’ con se’ quella cosa e quell’altra generando un effetto a catena che si interrompera’ solo con la chiusura della porta… e il gatto in prigione. Vero Ercolino?
4 – la scoperta più sensazionale pero’ e’ questa. Cioe’ che esiste un posto misterioso dove vanno a finire tutte le palline con cui gioca Ercolino. Un grande buco nero col cartello “lasciate ogni speranza o voi che entrate”. Perche’ di una cosa si puo’ essere certi. Nessuna tornera’ mai più fra noi
5 – ma ho imparato anche che la felicita’ e’ aprire la porta, tornando a casa, e trovare un animalino nero che si rotola per terra stiracchiandosi nell’attesa delle carezze sul pancino
6 – in casa non ci devono essere fili che penzolano, specie se elettrici
7 – preparando la pappa il ciottolino con l’acqua deve essere messo per ultimo sul vassoietto altrimenti Ercolino potrebbe arrampicarsi sulla scaletta, ribaltare tutto e schizzare via a mille per la paura, inciampando nel filo del telefono in ricarica facendo cadere tutto a terra prima di nascondersi terrorizzato sotto il divano, lasciandomi bagnata e in una pozza d’acqua. Ecco, potrebbe proprio succedere, si’
8 – le cose alte, tipo scaffali e librerie, devono essere stabili, meglio non appendere arazzi e nemmeno quadri facilmente raggiungibili da un ripiano qualunque
9 – pulire la lettiera solo quando il gatto e’ impegnato in un compito importante, tipo mangiare, altrimenti gli scattera’ il bisogno immediato, a scatolina aperta, con conseguente spargimento di sassolini per ogni dove
10 – il telelavoro non e’ compatibile con la convivenza con un gatto che odia perdere la tua attenzione se scrivi sul telefono o al computer, attivita’ alle quali si oppone strenuamente

Pero’ ringrazio Ercolino per aver trasformato il mio appartamento in una piccola jungla piena di pericoli e agguati nella quale si deve stare sempre all’erta ma dove si inventano un sacco di giochi nuovi e dove si scoprono continuamente cose diverse
O diversi punti di vista, il che e’ lo stesso

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due o tre cose che ho imparato sull’Ayurveda

era da un po’ che volevo scrivere qualcosa del genere
ma l’impresa non è facile
primo perché l’Ayurveda è una scienza millenaria ricchissima e piena di implicazioni legate alla conoscenza del corpo umano inserito nel contesto delle differenti stagioni (ma anche delle ore della giornata e dei giorni della settimana) e nell’universo, con i suoi movimenti
lo stato di salute dunque si ottiene, o si mantiene, dalla conoscenza e dal rispetto delle regole universali sintetizzate migliaia di anni fa dai saggi indiani
una robina da poco, ecco

il secondo motivo è che ho pensato, fino ad ora, che questo percorso di scoperta graduale dell’ayurveda (che ho seguito abbastanza a singhiozzo) fosse essenzialmente una cosa mia di difficile condivisione, anche perché si tratta di affrontare pratiche “strane”, cucinando con ingredienti fuori dal nostro quotidiano e a volte anche difficili da trovare

terzo motivo, la difficoltà di spiegare quello che sento io in merito all’ayurveda, o meglio in merito ai miei goffi tentativi di seguire in minima parte questa filosofia alimentare
ma visto ciò che ho accennato nel mio ultimo post credo che una pur minima spiegazione sia necessaria

comunque alla fine una cosa è certa. che questo modo di mangiare fa stare bene, fa stare meglio

il primo ostacolo da superare è mentale
il cibo non è più quella cosa che mangi perché hai fame o perché ti piace
è un “farmaco”, quando si hanno dei problemi, delle malattie
e una sorta di “benzina” quando siamo in salute
il cibo non è più la finalità del pasto ma il mezzo per acquistare l’energia occorrente per stare in salute
prodotti sani e naturali legati alla stagione, cucinati sul momento (o in giornata), conditi con spezie legate alle nostra costituzione fisica o del momento (i dosha, che indicano lo squilibrio degli elementi, aria fuoco terra acqua, nel nostro organismo), producono nel corpo una reazione chimica che permette una digestione veloce, con un’alta assimilazione dei nutrienti e una eliminazione delle scorie
questo porta un senso di energia, leggerezza e lucidità mentale non indifferente, andando ad incidere sull’umore e sulla capacità di affrontare le nostre giornate e quindi la nostra vita
e tutto ciò solo imparando a mangiare quello che ci fa stare bene anziché soltanto quello che ci piace

detto così sembra facile. ovvio che non lo è
ma nemmeno Roma fu costruita in un giorno

il secondo ostacolo è culturale
ho potuto constatare personalmente che la maggior parte delle considerazioni attuali sugli alimenti e le diete sono delle vere stupidaggini se paragonate all’Ayurveda
considerato anche che le affermazioni di dietologi ed esperti di cibo variano ad ogni stagione, mentre l’Ayurveda mantiene la propria coerenza da almeno duemila anni
un esempio?
la supposta nocività del pepe nero considerato in Ayurveda un vero e proprio spazzacamino delle tossine del nostro organismo, tanto che la persona che mi ha iniziato a questa cultura una volta mi ha detto: “se ti trovi a mangiar fuori e sei costretta ad ingerire cibi che non ti convincono, cospargili di pepe, così li digerisci prima e spazzi via tutto”
è un po’ quello che fa la Nux Vomica, un rimedio omeopatico, da prendere prima e dopo (4 o 5 globuli 5 CH) aver mangiato o bevuto cose che non ci fanno stare molto bene

il terzo ostacolo è oggettivo
dove mangiare cibi preparati con tutte queste caratteristiche se non a casa propria?
appunto
intanto è un punto di partenza
meglio poco che niente
ovviamente io parlo secondo la mia esperienza che è quella di una persona che vive sola e che quindi ha pieno possesso della propria cucina e può gestire pranzi cene e colazioni come meglio crede
quando si hanno conviventi o ospiti il discorso cambia
ma intanto pensiamo per noi, per gli altri una pasta al pomodoro c’è sempre

il primo passo da fare per una infarinatura ayurvedica è scoprire quale è il nostro dosha, facendo un semplice test che si trova on line. quale è dunque il nostro elemento di squilibrio
Vata, aria, freddoloso e veloce, rischia l’iperattività
Pitta, fuoco, energico, pieno di calore e irruento, rischia le infiammazioni
Kapha, terra e acqua, calmo e forte, rischia il ristagno
questo significa che dobbiamo cercare cibi che non aumentino, ma anzi mantengano stabile o diminuiscano, il nostro dosha preponderante, per cercare di riequilibrarlo con gli altri due

per il resto, se il percorso ci interessa, possiamo fare un giro su internet cercando testi e consigli, comprare un libro di ricette ayurvediche, frequentare un centro (in Toscana ce n’è uno a Principina a Terra, Grosseto) o persone che praticano l’Ayurveda

Molte erbosristerie e anche qualche farmacia oggi propongono visite con medici ayurvedici che stabiliscono il dosha e consigliano la dieta adatta

tutto va bene, per iniziare
poi, pian piano, si sperimenta, si osservano gli effetti su di noi, e si decide se continuare e approfondire, oppure no

male sicuramente non fa

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illogica allegria

Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia
se mi capita così.

Mezzo cucchiaino di cumino, uno di coriandolo, un cucchiaio di ghee.
Scaldare in un pentolino così da farne sprigionare l’aroma ma senza bruciare e versare come condimento sulle verdure a foglia scura precedentemente pulite, tagliuzzate e bollite per una decina di minuti. E poi scolate

C’è del cibo che ha qualcosa dentro. Non è il sapore né l’elaboratezza della ricetta. Sono gli ingredienti e il loro accostamento, semmai.
Un po’ come se fosse qualcosa di magico, lo mangi e stai bene.

La felicità non è un piatto di bietole ma riacquistare il benessere fisico mangiando sì, è una cosa molto vicina alla felicità.

Non sapevo se scrivere sul blog di cucina o su questo in cui raccolgo i miei pensieri. Ma non volevo dare una ricetta, volevo solo fare qualche considerazione sul cibo e sull’importanza dell’alimentazione per il corpo e per la mente.

Nel frattempo sono un po’ distratta da Ercolino, il mio gatto, che, non pago di aver quasi dato fuoco alla casa, continua nei suoi giri di esplorazione infilandosi nei posti più pericolosi e impervi.

Il segreto del mio benessere, in questo momento, consiste nel fatto che da qualche giorno sono tornata a preparare piatti ayurvedici. Ricette apparentemente complesse, ma non è detto, basate su una filosofia millenaria che pian piano, passo dopo passo, sperimento e assimilo.

Oggi a pranzo, la zuppa di fagioli mung germogliati per ridurre ama (le tossine)
stasera le verdure condite con ghee cumino e coriandolo
non so quale sia il segreto ma questi cibi portano quasi in una dimensione diversa.
mangi poco e sei sazia
senza pane, né cereali
ma quel che conta è la sensazione fisica
come se il corpo ritrovasse di colpo tutte le sue funzioni
a partire dalla pancia, fresca e leggera
difficile da spiegare, meglio sperimentare

ogni ragionamento sembrerebbe illogico

Da solo
lungo l’autostrada
alle prime luci del mattino.
A volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.

Lo so
del mondo e anche del resto
lo so
che tutto va in rovina
ma di mattina
quando la gente dorme
col suo normale malumore
mi può bastare un niente
forse un piccolo bagliore
un’aria già vissuta
un paesaggio o che ne so.

E sto bene
Io sto bene come uno quando sogna
non lo so se mi conviene
ma sto bene, che vergogna.

Io sto bene
proprio ora, proprio qui
non è mica colpa mia
se mi capita così.

È come un’illogica allegria
di cui non so il motivo
non so che cosa sia.
È come se improvvisamente
mi fossi preso il diritto
di vivere il presente

Io sto bene…
Questa illogica allegria
proprio ora, proprio qui.

Da solo
lungo l’autostrada
alle prime luci del mattino.

(Giorgio Gaber)

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un giorno speciale

okay okay, va bene ora racconto come è andata
il fatto è che quando si hanno timori viene facile chiedere aiuto e consigli
poi, quando è andato tutto bene, ci si dimentica di avvisare anche chi ci è stato vicino nel momento del bisogno
almeno a me capita così

la sera prima del giorno dell’intervento Ercolino pareva che avesse capito tutto
non c’era verso di farlo dormire
era nervoso e ha fatto cose mai fatte prima, tipo accanirsi sui miei calzini con foga inaudita o gettare a terra ogni soprammobilino che fino ad allora aveva bellamente ignorato

bene, alla fine anche quella notte è passata e ce l’abbiamo fatta a dormire entrambi
il giorno dopo non lavoravo
per questo l’avevo scelto per l’operazione, così avrei potuto non solo accompagnare Ercolino dal veterinario al mattino ma anche andarlo a riprendere nel tardo pomeriggio in tutta tranquillità

la casa senza Ercolino era vuotissima
il piccoletto ha già riempito un sacco di spazi
comunque la giornata è passata in relax, fra il pranzo da un’amica e una sana lettura sul divano
anche se ad ogni piccolo rumore tendevo le orecchie abituata a stare attenta a quello che combina la piccola peste
ma poi mi ricordavo subito che lui non c’era

dal veterinario l’ho trovato bell’e sveglio nella gabbietta
il dottore mi ha spiegato che oggi tendono a usare farmaci che anestetizzano il corpo ma non deprimono la mente, anzi la tengono vigile, come le droghe che vanno alla grande in discoteca
e infatti Ercolino muoveva il capino su e giù a ritmo come se sentisse della musica house

non c’era solo la castrazione. Ercolino in una zampina dietro aveva anche il quinto artiglio, un’unghietta attaccata alla zampina del tutto staccata dai piedini e assolutamente inutile.
l’operazione in anestesia è servita per togliere anche quello

arrivati a casa era mal fermo sulle zampine posteriori ma non se ne capacitava, per cui ha continuato ad arrampicarsi ovunque facendo delle grandi capriole per aria quando le zampine non lo sostenevano da dietro

poi ha afferrato con i denti la copertina bianca dal trasportino e l’ha trascinata per tutta la casa
con una zampina dietro spingeva e con l’altra ci stava sopra
così si trascinava da solo quasi fosse su un monopattino
che buffo!

se dopo due giorni non avesse ripreso le sue normali funzioni avrei dovuto chiamare il veterinario perché allora significava che c’era qualcosa che non andava
il termine sarebbe domani, ma ormai Ercolino è tornato perfettamente in sé
gioca e corre, fa le fusa, mangia anche più di prima e fa tutto il resto quasi come se non fosse successo niente

scampato pericolo

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il dilemma

Ercolino gioca spensierato e non sa che cosa l’aspetta.
E’ il momento del dopocena, la vitalità è a mille e tutto in casa diventa un gioco nuovo.

Io invece ho il cuore stretto.

Fra tre giorni Ercolino sarà operato.
Diventerà un gattino castrato. Non lo so se è proprio fortunato.

Più ci penso e peggio sto.

Sì Ercolino, è proprio così. Ho preso l’appuntamento dal veterinario per farti praticare una mutilazione sessuale così da poterti tenere in casa come animale da compagnia.

E’ un’assurdità, questa.
Oltre che un gesto arrogantissimo.
L’essere umano che pretende di variare il corso della natura, bloccandola nella sua manifestazione più vitale.

Il fatto è che tu, come gattino maschio, sei portato a spruzzare la tua pipì su tutte le superfici per segnare il territorio. E in casa proprio non si può.

Le possibilità sono queste.
Ti castro e ti tengo con me nell’appartamento.
Ti lascio integro e ti accompagno in Toscana, la prossima volta che ci vado, e poi ti lascio libero.
Cioè, ai tuoi occhi, ti abbandono.

In questo mese e mezzo di convivenza non avevo mai pensato seriamente all’operazione. Cioè si sapeva che l’avresti fatta, era una cosa normale, così fan tutti. Ma non avevo pensato a quello di cui ti priverò.
Non è solo un fatto fisico. Di fatto ti trasformerò in un gatto di serie B, un castrato.
Perderai lo spirito battagliero che la natura ti ha donato, la possibilità di azzuffarti con altri maschi e quella di accoppiarti con le femmine della tua razza.
Non sarai più un maschio alfa.
Beta forse, ad andar bene.

Cambia la prospettiva delle cose.
Se penso che qualche giorno fa ero arrabbiata con te perché hai osato disdegnare la mia pappa pollo riso e carote, peraltro preparata in quantità industriale.
Sì va bene che ora con l’aggiunta della schifezza in bustina la mangi, ma insomma. Ne abbiamo già buttate al vento tre o quattro ciotoline prima di giungere al compromesso.
e sai quanti gattini affamati…

Oggi, presa dal senso di colpa, ti perdono anche di aver trasformato il mio stanzino guardaroba, il vecchio studio, in una shit room (beh, vuoi mettere l’eleganza dell’inglese).

Intanto vedo che hai affinato la tecnica del nascondiglio, anche se solo tu puoi illuderti che io non sappia riconoscere quel rigonfiamento dietro la tenda.
Ma fai bene Ercolino.

Se fossi meno egoista ti direi, nasconditi bene Ercolino.
E poi scappa, al momento giusto.
Scappa!!!
Scappa Ercolino di mamma

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in viaggio con Ercolino 3 – il ritorno

anche questa è fatta
il viaggio è andato bene, nonostante i miei pensieri e le mie proiezioni negative
a ragion veduta forse il calmante l’avrei dovuto prendere io più che darlo a Ercolino
comunque questo gatto è cresciuto, è diventato grande
maturo, direi, se fosse possibile
è proprio cambiato, ma tanto, da quando è arrivato tutto gracile tremante e miagolante
ora è bello grosso, pelo lucido, occhi gialli sfavillanti, atteggiamento composto ed elegante
qualche gioco dopo aver mangiato
per il resto posatissimo

in campagna Ercolino è andato all’avventura
è uscito di casa, ha esplorato fra i cespugli, ha imparato che le piante grasse pungono e chissà quante altre cose a cui non ho assistito
ha difeso con decisione il territorio dall’invasione della gatta di casa, facendole finalmente rispettare il divieto di entrare nel mio appartamento
Stellina si è fatta soffiare e mugolare dal piccoletto per ogni volta che ha cercato di spazzolargli il cibo avanzato
una sera sentivamo strani rumori
Stellina, gattina muta, stava mugolando, appollaiata su una sedia
sotto, perfettamente a suo agio, il piccoletto, con l’aria di dire: “embè? qualcuno ha forse dei problemi qui?”

al ritorno Ercolino si è rifiutato categoricamente di assumere il calmante e ha fatto bene dal momento che è stato perfetto, nonostante tutto, dormendo nel suo trasportino per l’intero viaggio
e poi, dopo quattro giorni di paradiso, ha ripreso la sua vita quotidiana in appartamento come se niente fosse

questo gattino ha qualcosa di prodigioso
fortunato sì
ma di sicuro anche io

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in viaggio con Ercolino 2 – in carrozza si parte

La prima cosa che ho fatto, stamani, è stata telefonare in farmacia
“Avete qualcosa per calmare un gatto in viaggio?”
“Sì, abbiamo le gocce”
“Senza ricetta?”
“Senza ricetta”
“Arrivo”
A tempo di record, vestita e lavata, in mezz’ora ero già in farmacia

Studio il foglietto con le indicazioni: da 5 a 14 gocce per chilo
Ercole pesa 3 chili (e 400 grammi), proviamo con il minimo
Faccio cadere 15 gocce sulla pappa e la servo al micio
Gli basta un attimo per scansarla e decidere che non fa per lui

Bene, qui ci vogliono le maniere forti
Ercole lo capisce e non si fa acchiappare
Lo tengo d’occhio facendo finta di fare altro e alla fine ce l’ho
Lo prendo in collo e gli verso a forza una peretta di tranquillanti in bocca
E’ più agitato di prima
Lascio passare i minuti facendo altro, ma non succede niente
Ercole sembra elettrico, saltella e corre per casa come un grillo
Ripeto l’operazione
Ma stavolta è peggio, non posso sfruttare l’effetto sorpresa

La seconda pompetta fa effetto quasi immediato
Ercole comincia a caracollare a terra, finendo lungo disteso sul fianco e non riesce a rialzarsi sulle zampine

“Oddio – penso – l’ho ucciso”

Le scuole di pensiero sull’argomento ovviamente erano due, quella del no e quella del sì
Quella del no aveva già perso quando Ercole era riuscito a sganciarsi da solo la porta della gabbietta per ben due volte (in realtà l’avevo chiusa male ma me ne sono resa conto solo dopo)
Quindi alla fine ha vinto il sì

Con il cuore in gola sono corsa in garage a prendere la macchina sperando al ritorno di trovarlo sempre vivo
L’ho ucciso, l’ho ucciso
Mi sono vista nello specchio dell’ascensore e avevo la faccia grigia

Carico la macchina con le mie cose e lascio per ultima la gabbietta con l’animalino dormiente
E poi finalmente si parte

Ti prego, ti prego, fai che Ercolino stia bene e dopo la dormita si svegli più vispo di prima
Ti prego, ti prego, non farlo morire, non mi perdonerei mai
Fai che torni a correre a giocare a mangiare i croccantini
Oddio, i croccantini….
I croccantini!!!
Ma come ho potuto dimenticarli?
Via, dietrofront
Sono ancora in tempo
Giro la macchina e torno a casa
Lascio le frecce accese e volo su
Ora che abbiamo anche i croccantini possiamo partire davvero

La gabbietta sta dietro, sul sedile
Ercole lancia qualche flebile miagolio
Almeno è vivo
Ma è terrorizzato
E soprattutto gli sono caduti gli occhi all’indietro

Da Belluno a Conegliano mi fermo almeno cinque volte
Controllo
1 – che sia ancora vivo
2 – che non si stia disidratando
3 – se ha fame o sete

Ogni volta apparecchio con acqua e croccantini ma lui non vuole nulla

A Padova la gabbietta passa sul sedile davanti. così mi vede meglio e magari si rassicura un po’

Non sto zitta un attimo
Cerco di fargli compagnia e di tranquillizzarlo con il suono della mia voce

Gli canto le canzoncine che invento lì per lì

Ciao mi presento
sono Ercolino
Sono un gattino fortunato
Perché la mia mamma mi vuole bene
E mi prepara tutti i giorni da mangiare
Ho la pappetta, i croccantini
E la ciotola dell’acqua fresca
Ho la lettiera, e la cuccetta
Dove posso dormire tutto il giorno

Mi fermo ad un autogrill per un panino e libero Ercole in macchina
Apparecchio cucina e bagno
Ma pare che non abbia bisogno di nulla
Fa un giro su zampe malferme, annusa
E rientra nella gabbietta

Non mi pensavo così ansiosa

All’autogrill non c’è nemmeno un panino vegetariano così mi prendo la fetta di pizza margherita più cattiva al mondo, con la pommarola al posto del pomodoro

Da Bologna piove e Ercole dorme pesante
Ogni tanto infilo un dito nella gabbia per verificare che sia vivo
Continuo a cantargli le canzoncine
Non so a lui
A me diverte un sacco

Ciao mi presento
Sono Ercolino
Trallallero trallallà

Ora siamo rilassati e il viaggio fila
Ma ho già allungato un sacco i tempi

Alla fine arriviamo a casa
Apro la gabbietta all’interno
E’ ancora presto per la campagna
Ercole esce e comincia ad esplorare
Va dappertutto
Dentro, fuori
Incontra l’altro gatto
Ma per ora non gli garba granché
E pare che il sentimento sia reciproco
Conosce, ma tenendosi lontano, gli altri abitanti della casa

Non sta fermo n attimo
Mangia beve esplora
Fa crollare una risma di libri che si appoggiano su una fila di vasi di vetro
Miracolosamente non cadono
Insomma tutto nella norma
La Grande Prova è superata
Siamo arrivati sani e salvi
E abbiamo anche imparato un sacco di cose nuove
Ci torneranno comode, ne sono sicura

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in viaggio con Ercolino

Ercolino domani io e te si fa un viaggio lungo ma non ti devi preoccupare. Andiamo in un posto bello ma staremo sempre insieme. Non ti abbandono mica.
E poi torniamo a casa, io e te. In macchina starai comodo, vedrai, nella tua gabbietta. Ti ho messo anche la copertina nuova, morbida morbida.

Ci portiamo dietro i croccantini da cuccioletto e a meta’ strada ci fermiamo a far merenda.
Dall’altra parte, ai piedi dell’altro passeggero, ci metto una bacinella con i sassolini, cosi’ se hai bisogno di andare al bagno ce l’hai a portata di mano.
Poi una ciotolina per l’acqua e siamo a posto.

Certo che 4 ore (se va bene) sono un po’ lunghe. Speriamo che tu regga e che tu non ti metta in testa strane idee.

Nel posto dove andiamo c’e’ una casa grande grande dove vive un altro gattino.
Stellina e’ vecchiotta ma e’ più piccola di te
Spero che andrete d’accordo cosi’ potrai giocare anche con un altro animale, come e’ giusto

Poi potrai uscire di casa e andare fuori senza che nessuno si preoccupi di riportarti dentro
Se vedi qualche topino puoi fare il gatto, il gatto vero
Son sicura che sai benissimo come si fa

Potrai passare tutto il giorno a nasconderti fra i vasi di fiori e le siepi di bosso (anzi, e’ un’altra pianta di cui ora non ricordo il nome ma tanto a te che t’importa)

Potrai rincorrere dei veri insetti e seguire incuriosito il volo degli uccellini
Potrai arrotarti le unghie su un albero e smangiucchiare fili d’erba

Potrai scoprire un sacco di odori sconosciuti
Potrai correre e saltare in uno spazio sterminato rispetto ai 75 metri quadrati al chiuso dei nostri giorni bellunesi

Potrai conoscere le mie amiche
E forse le loro figlie

Potrai bere l’acqua del pozzo
E respirare l’aria di una buona terra

Poi, potresti anche scegliere di rimanere li’
Il paradiso e’ duro a lasciarsi
Ma questo lo vedremo quando sara’ il momento
E’ un rischio, lo so, ma lo devo correre

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vita da gatti

da tre settimane vivo con Ercole, un gattino nero, e già mi sto avviando verso la mutazione antropologica della gattara
oddio, le gattare non si offendano
non c’è niente di male. ognuno fa ciò che vuole e ciò che sente
solo che, permettetemi, sono io che mi stupisco prima di tutti
visto che il gatto di casa, in toscana, che pure è arrivato grazie a me (che portai la sua mamma) quando mi vede scappa
e visto che notoriamente non sono mai stata tanto sensibile ai gatti, avendo sempre preferito la compagnia dei cani

già qualche amico mi fa notare che sono monotematica, che parlo di gatti e posto foto di gatti
questo ovviamente avviene solo perché sono su facebook, altrimenti nessuno ne avrebbe saputo nulla
al massimo avrei tediato qualche amico incontrandolo al supermercato, intenta a scegliere fra gli scaffali i bocconcini al pesce azzurro più nutrienti e la lettiera economica e funzionale al tempo stesso
ecco, in quell’occasione avrei potuto fare come una mia vicina che, mentre cercavo un colorante per tessuti, lei dallo scaffale accanto, quello del cibo per animali, mi attaccò un lunghissimo bottone sulle abitudini alimentari del suo gatto mentre io cercavo disperatamente una scusa per raggiungere il reparto detersivi per lavastoviglie
alla fine ce la feci, forse nemmeno troppo educatamente visto che di recente il saluto della signora si è un po’ raffreddato
comunque, quando arrivai alla cassa, la trovai che raccontava da capo le stesse cose ad una annoiata e sbuffante cassiera
allora la compatii, la vicina, oggi mi concentro per non sorprendermi a fare lo stesso

ma, badate bene, non ho solo amici che mi giudicano ormai perduta dietro alle prevedibili quanto ripetitive mosse di un felino
c’è anche chi mi esorta a raccontare come va avanti la convivenza e come cresce il gattino
ed è per loro che mi sono messa a scrivere questo post

devo dire che negli ultimi giorni ho iniziato più volte a buttar giù parole raccontando di come, alzandomi la mattina, ormai miagolo in risposta alle richieste di Ercole, fregandomene di ciò che possono pensare o dire i vicini
ma poi, temendo di apparire monotematica e anche un po’ patetica ho rinunciato

ora posso farlo, anche perché da una settimana buona ho smesso di miagolare e questo mi sembra già un buon risultato

ho smesso io perché ha smesso Ercole, ovviamente
credo che si sia finalmente abituato alla sua quotidianità acquisendo al contempo la matematica certezza che nessuno lo butterà fuori di casa né gli farà patire la fame

ercoledorme

da una settimana infatti non mi sveglio più al suono di lamentosi miagolii
(Ercole, dopo alcuni tentativi mal riusciti di farlo dormire in camera, trascorre la notte nella sua cuccetta in salotto)
mi alzo nel silenzio della casa addormentata e la prima cosa che vedo, non appena apro la porta della stanza, è un fagottino nero che fluttua a terra contorcendosi come un lombrico che mi invita a dargli il buongiorno accarezzandolo
è così morbido e tenero che la giornata parte già con un altro piede

dopo le coccole preparo la colazione. per Ercolino naturalmente
ritiro il vassoio, lo pulisco, cambio l’acqua, aggiungo i croccantini alla vaschetta di alluminio, lavo la ciotolina della pappa

ogni due giorni faccio bollire tre cucchiai di riso (prima il basmati ora ho preso l’originario) con della verdura. carote al momento. poi lo frullo e lo metto in frigo. ad ogni pappa (al momento mangia tre volte al giorno, ho provato a passare a due ma è ancora presto) aggiungo due cucchiaini di questa crema ad un cucchiaino di cibo per gatti (quei prelibati bocconcini ai gusti più improbabili, tipo trota e gamberetti) e lo mescolo con un goccio di acqua calda
la pappetta ha avuto subito successo tanto che all’inizio Ercolino scansava la carne per leccare la crema
ora mangia tutto
poi passo alla lettiera e alla fine penso anche alla mia colazione

ercolemangia

Ercole mangia tutto e cresce. parecchio anche
quando è arrivato, il primo febbraio, in un giorno scuro di pioggia, pesava due etti
dopo due settimane sette etti
oggi l’ho pesato e la bilancia dice 3,3 kg
ho rifatto più volte i conti (la differenza fra il mio peso da sola e quello con lui in braccio) e il risultato dice proprio quella cifra là
sono quasi incredula
pensare che l’avevo chiamato Ercole per contrappasso, perché era il gracilino della cucciolata
qui mi diventa una pantera prima ancora che me ne accorga

poi c’è il problema della lettiera
in tre settimane ne ho provate e finite almeno 4, nonostante qualcuna garantisse ben venti giorni di profumata pulizia
ne ho comprate di tipi e costi diversi, nella speranza di trovare quella ideale, che sarebbe pulita e profumata, semplice da svuotare, e che costa poco
al momento sembra un desiderio impossibile
nel senso che quelle che funzionano bene costano un bel po’
ma dopo aver fatto un sondaggio su facebook proverò quelle che mi sono state consigliate e alla fine stilerò la mia classifica personale

l’ultima che avevo tenuto da provare era una di quelle a sassolini sabbiosi da poco prezzo
dopo che Ercole l’ha usata è venuto da me che puzzava di cacca in modo assurdo
non solo, andando a vedere che cosa fosse successo in quella lettiera ho trovato innumerevoli impronte di gatto color beige, per terra, fra salotto e stanzino, dove lui era passato
anche quelle non avevano proprio un buon odore
svuotato tutto, lavato, disinfettato (ripulito anche il micetto con uno scottex inumidito) e cambiato granelli
ma la ricerca è ancora in corso

ercolecoperta

lo confesso, nelle ultime tre settimane ho provato una sensazione nuova tornando a casa sapendo che c’era un esserino bisognoso delle mie cure ad aspettarmi
ma devo ammetterlo, seppur breve, c’è stato anche un momento in cui avrei voluto disfarmene
fra miagolii, leccate di mano e altre attenzioni appiccicose, pensavo proprio di non farcela
non potevo più scrivere un sms o un’email al telefono che lui spingeva con il capino finché non me lo aveva fatto cadere di mano
non potevo sedermi al computer che mi si metteva al fianco e miagolava
e cominciavo anche a rimpiangere i tempi, nemmeno troppo lontani, in cui potevo camminare per casa senza timore di inciampare nella palla nera ad ogni passo
mamma che stress
adesso si agita solo quando faccio yoga, perché non riesce ad attirare la mia attenzione
allora si lancia di corsa per la stanza rincorrendo i suoi giochi e affilandosi le unghie, ma alla fine si calma

ercolenascosto

Ercole si fa di giorno in giorno più coraggioso
ha cominciato anche ad uscire dal suo nascondiglio in presenza di estranei, mentre prima non si faceva vedere affatto
qualche amica è riuscita anche a fargli mangiare due caramelline croccanti da gatti e a partecipare ai suoi giochi

beh, direi che andando avanti così ce la possiamo fare

(dedicato alle zie)

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volevo un gatto nero

ercole3

ecco, ora c’è calma e silenzio. Ercole dorme nella sua cuccetta
il pranzo (il mio) è quasi pronto e posso ritagliarmi una pausa per scrivere
avrei voluto anche leggere un po’ ma ormai lo farò più tardi

Ercole, un gattino nero di tre mesi o giù di lì
è arrivato ieri in una caotica giornata di lavoro, sotto la pioggia, con il maltempo che imperversava ovunque (nel senso di metri di neve con black out) e e tre, dico tre, passanti (pagina doppia) da organizzare con i collaboratori scrivere e titolare (e metterci le foto e fare i titoletti e le didascalie, eccetera eccetera)

dopo i primi dieci minuti di agitazione in cui Ercole ha girellato per casa nascondendosi dietro ai mobili e guardandomi ogni volta come se fossi il mostro di lochness, si è calmato
senza che me ne accorgessi ha smangiucchiato il riso e sbevucchiato il latte che gli avevo messo in due ciotoline

poi, quando si è sentito abbastanza sicuro è venuto ad accarezzarmi i piedi mentre in cucina stavo preparando il mio pranzo per attirare la mia attenzione

Ercole è sveglio e molto dolce
con quell’aspetto da gatto nero d’inferno con gli occhi gialli e la sua aria sinuosa sembra non poter vivere senza coccole

in mezz’ora si era già abituato e, mentre cercavo di leggere un po’, stesa sul divano, lui è venuto a reclamare carezze e attenzioni
non solo ti si stende sopra appiccicandosi a pelle d’orso ma ha quel capino che infila sotto a qualsiasi cosa, alla mano, all’ascella, al collo, come se volesse sempre essere coperto, letteralmente, di carezze

ercole

quando sono uscita per tornare al lavoro ha sgranato due occhioni gialli stupiti ma quando son tornata a casa, una volta nel pomeriggio per controllare, la seconda alla fine della giornata di lavoro ben oltre le 22, era nascosto in mezzo ai panni stesi sull’appendino
già non mi riconosceva più
ci ha messo un po’ prima di fidarsi ad uscire
“Ercole, tranquillo, son quella di prima”
dopo però sembrava che fosse sempre stato lì

fallito ogni tentativo di leggere un libro o di spedire sms o email con il telefonino (i piccolo si è rivelato molto bravo nel gioco “fai cadere il telefono con una testata” e anche in quello “copri il lettore con il tuo corpicino e gira la pagina con la coda”), si va a nanna

non sapevo se lasciarlo dormire nella sua cuccetta, dove peraltro ha preso posto come se l’avesse sempre avuta, o portarlo in camera con me
all’inizio ho deciso di lasciarlo da solo poi, mossa dai suoi miagolii, ho portato la cuccetta in camera

i miagolii non son cessati
non capivo proprio che cosa volesse
l’ho messo sul letto ma, non appena mi muovevo sotto le coperte, si intirizziva tutto e scappava come se avesse visto il mostro dei mostri
questa scenetta si è ripetuta tre o quattro volte
finché ho spento la luce, mi son girata dall’altra parte e ho lasciato che facesse come meglio credeva
ha scelto di dormire sul letto ai miei piedi

stanotte ancora miagolii
alle 4, sì sì proprio alle 4 ho controllato, il piccolo Ercole è stato preso da una botta di appetito
dopo il riso mischiato con la pappa da gatti piccoli, il latte concentrato annacquato (domani compro quello vero, lo giuro), e le crocchette di manzo che aveva avuto per cena, questo fenomeno della natura ha avuto il coraggio di miagolare per fame
a quell’ora ha avuto le sue crocchette e si è accontentato

stamani ci alziamo con calma, è domenica e l’orario di inizio del lavoro ancora lontano
l’alzata notturna mi spezza l’ora del risveglio ma non importa
saranno le 9 e Ercole miagola
sicuramente avrà fame
guardo i suoi ciottolini e qualcosa da mangiare ci sarebbe ancora ma se ben ricordo i gatti vogliono sempre qualcosa di nuovo sul piatto

beh intanto mi lavo e comincio a prepararmi
il piccoletto nero, era il macilento della cucciolata, il terzo quello vessato dai fratellini più grandi e più forti, miagola come una sirena
arrivo!

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allora, facciamo così, mettiamo qualche regola
la mattina lavo i ciottolini dove ha mangiato per tutto il giorno, per cui mi invento un complicato sistema di recupero degli avanzi, lavo e asciugo, rimetto gli avanzini nelle ciottoline e aggiungo cibo fresco
intanto croccantini e latte, mentre metto a cuocere il riso (basmati, in casa c’è solo quello) e tolgo la scatoletta di carne per gattini baby dal frigo
la tovaglietta su cui ieri avevo appoggiato i piattini è un po’ sporca allora la tolgo e la sostituisco con un vassoietto in plastica con i bordi rialzati (made in castiglioni, grazie sandra) visto che il piccoletto ha il vizio di spingere i ciottolini spostandoli per tutta la casa mentre cerca di raggiungere anche il cibo in fondo
mentre cuoce il riso e poi raffredda, finisco di lavarmi

è il momento della lettiera
vado a dare un’occhiata, tolgo il coperchio
accipicchia!
va bene che mangia tanto ma è anche piccoletto
comunque mi armo di paletta (quella da giardinaggio va benissimo) e pulisco
finita la divertente occupazione posso comporre il piatto clou della colazione del piccoletto, riso basmati con un goccio di olio di semi biologico (credo che gli manterrà il pelo lucidissimo) e pappetta di carne
Ercole ci si fionda come se non avesse mai mangiato prima e spazzola tutto

dopo, a pancia piena, arriva il momento del gioco
un semplice filo di rafia azzurra da ieri sembra essere il giocattolo dell’anno
ma ha anche un pupazzetto di stoffa nella cuccetta che fa saltare per aria e nel quale infila le unghiette per poi ritirarle con l’aria concentrata mentre il bambolotto vola e lui lo rincorre di qua e di là

è uno spettacolo e sembra essere proprio il gattino che mi aspettavo, anche se è arrivato con anticipo sui miei programmi e in tutta fretta

più tardi tiro fuori una pallina di gomma da un cassetto
così ora c’è un nuovo gioco

magari anche meglio del pelo dei miei stivali da neve che spuntava dalla scarpiera e che si è smangiucchiato per metà mattina finché non ho chiuso meglio lo sportello

la prima giornata con Ercole è passata
la convivenza è iniziata a tutti gli effetti
direi che ci si può fare

magari ricordandomi di alzarmi un’ora prima la mattina
🙂

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