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e la casa a chi la lascio?

eh sì, può capitare. il problema è se poi uno (una) lo vive come un problema.

ieri parlavo con un’amica che si sfogava. “Il tempo passa, ormai penso che non avrò più un bambino. allora mi chiedo qual è il senso di tutto ciò. anche concretamente, per esempio a chi lasciare la casa di proprietà. a nessuno”

questo lei lo viveva con un senso di grande malessere.

non posso negare di averci mai pensato. anzi

anche io vivo la stessa situazione.
però devo dire che, se la cosa può avermi anche solo lontanamente preoccupato in passato, adesso non ci penso proprio più.

non ci penso più in questi termini, della serie eredi e simili
e non la penso nemmeno come a una mancanza.

per la casa in Toscana, una casa importante, con un po’ di terra, un giardino che è tutta la vita della mia mamma, la piscina e tutto il resto, penso invece spesso a quale associazione potrei lasciarla e con quale scopo.
anche questo dà un senso di continuità, pur senza un figlio

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e poi arriva il mal di testa…

sì, che poi chiamalo mal di testa. son passati i tempi di quel dolorino che ti batteva fra l’occhio e la tempia e quando prendevi un moment in mezz’ora passava.
io quello di ora lo chiamo mal di testa per pudore ma potrei dire anche tsunami perché ti lascia disintegrata e dolorante.

e si annuncia anche. prima i piccoli martellamenti in testa, poi un senso vago di tensione diffusa. tu speri che passi. ti hanno insegnato il massaggino craniale, lo fai. e niente.
ti metti in penombra, al buio. macché! cominci a sudare, ti bagni con l’acqua fredda. e lui, il mal di testa, è sempre lì in agguato. poi scoppia ben bene. allora diventa un signor mal di testa.
ti tirano i nervi di tutta la faccia, o della parte che ha deciso di attaccare in quel momento. senti un dolore profondo all’occhio, dentro allo zigomo, e poi la cervicale. il dolore si ramifica nelle ossa, la schiena cade a pezzi, avresti solo bisogno di stare distesa. e i muscoli fanno male, le gambe pesano e se cammini non tirano, con il risultato che cominci a muoverti come una settantenne.
e lasciamo perdere la sensibilità acuta alla luce, ai rumori, agli odori.

che poi è una cosa che mi succede da qualche anno. è arrivato quatto quatto con i 40 o giù di lì
all’inizio gli attacchi duravano anche due o tre giorni. i normali cachet gli fanno vento a questo mal di testa qua.
qualche tempo fa, durante una grossa crisi che mi colpì mentre ero a casa in toscana e dovevo rientrare a belluno, il medico di guardia mi consigliò un farmaco che si trasformò in un’ancora di salvezza. per me, che fo di tutto per non prendere farmaci…
allora era il migran, o qualcosa del genere. ora è la sua evoluzione, l’auradol.
perché questo, ecco dimenticavo, è il mal di testa con l’aura che poi sarebbe quella cosa che senti prima che ti scoppi.

ovviamente oltre a prendere la pasticca dovresti anche metterti a letto al buio e immergerti nel silenzio. e invece a me, 8 volte su 10, mi scoppia quando sono al lavoro e non posso lasciare. e va a finire che fra telefonate e computer anziché farlo passare è come se me lo coltivassi…

il fatto è che io ho sempre pensato che fosse un problema solo mio. qualche tempo fa avevo trovato un’altra amica che soffre di un problema simile. una volta ne abbiamo parlato e poi è finita lì

e invece giusto ieri, parlando con un amico, è venuto fuori che solo lui conosce ben tre donne, tutte quarantenni, che soffrono più o meno della stessa cosa. senza soluzione, a parte la pasticchetta miracolosa che prendi lì per lì.

allora ho pensato di scriverlo nel blog chiedendo a chi si riconosce in questo problema di farsi avanti

potremmo scambiarci esperienze, cercare e condividere soluzioni, tentare di scoprire la causa scatenante di ciò che ci succede trovando analogie e collegamenti…

dall’idea che mi sono fatta fino a ora è un problema che sembra assillare in modo particolare le donne quarantenni. c’è chi ha figli e chi non ce l’ha. chi fa lavori stressanti e chi no. chi è sposata, fidanzata o single. in molte sono già intervenute sull’alimentazione. io ho eliminato carne, alcol, (tabacco da tempo per altri motivi), il caffè, la cioccolata (quasi). mangio il più possibile regolare, il più possibile semplice, naturale e più o meno biologico. e un po’ funziona, ma non del tutto.
poi ci sono le tensioni, le incazzature, il surmenage…
e ultimamente il mal di testa mi prende pure quando faccio qualcosa che non mi va
alla fine il bilancio è tremendo.
su 100 possibilità ce ne sono almeno 70 o 80 a favore del mal di testa
è una lotta impari!
ma qualcosa bisogna pur fare….

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