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il dilemma

Ercolino gioca spensierato e non sa che cosa l’aspetta.
E’ il momento del dopocena, la vitalità è a mille e tutto in casa diventa un gioco nuovo.

Io invece ho il cuore stretto.

Fra tre giorni Ercolino sarà operato.
Diventerà un gattino castrato. Non lo so se è proprio fortunato.

Più ci penso e peggio sto.

Sì Ercolino, è proprio così. Ho preso l’appuntamento dal veterinario per farti praticare una mutilazione sessuale così da poterti tenere in casa come animale da compagnia.

E’ un’assurdità, questa.
Oltre che un gesto arrogantissimo.
L’essere umano che pretende di variare il corso della natura, bloccandola nella sua manifestazione più vitale.

Il fatto è che tu, come gattino maschio, sei portato a spruzzare la tua pipì su tutte le superfici per segnare il territorio. E in casa proprio non si può.

Le possibilità sono queste.
Ti castro e ti tengo con me nell’appartamento.
Ti lascio integro e ti accompagno in Toscana, la prossima volta che ci vado, e poi ti lascio libero.
Cioè, ai tuoi occhi, ti abbandono.

In questo mese e mezzo di convivenza non avevo mai pensato seriamente all’operazione. Cioè si sapeva che l’avresti fatta, era una cosa normale, così fan tutti. Ma non avevo pensato a quello di cui ti priverò.
Non è solo un fatto fisico. Di fatto ti trasformerò in un gatto di serie B, un castrato.
Perderai lo spirito battagliero che la natura ti ha donato, la possibilità di azzuffarti con altri maschi e quella di accoppiarti con le femmine della tua razza.
Non sarai più un maschio alfa.
Beta forse, ad andar bene.

Cambia la prospettiva delle cose.
Se penso che qualche giorno fa ero arrabbiata con te perché hai osato disdegnare la mia pappa pollo riso e carote, peraltro preparata in quantità industriale.
Sì va bene che ora con l’aggiunta della schifezza in bustina la mangi, ma insomma. Ne abbiamo già buttate al vento tre o quattro ciotoline prima di giungere al compromesso.
e sai quanti gattini affamati…

Oggi, presa dal senso di colpa, ti perdono anche di aver trasformato il mio stanzino guardaroba, il vecchio studio, in una shit room (beh, vuoi mettere l’eleganza dell’inglese).

Intanto vedo che hai affinato la tecnica del nascondiglio, anche se solo tu puoi illuderti che io non sappia riconoscere quel rigonfiamento dietro la tenda.
Ma fai bene Ercolino.

Se fossi meno egoista ti direi, nasconditi bene Ercolino.
E poi scappa, al momento giusto.
Scappa!!!
Scappa Ercolino di mamma

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in viaggio con Ercolino 3 – il ritorno

anche questa è fatta
il viaggio è andato bene, nonostante i miei pensieri e le mie proiezioni negative
a ragion veduta forse il calmante l’avrei dovuto prendere io più che darlo a Ercolino
comunque questo gatto è cresciuto, è diventato grande
maturo, direi, se fosse possibile
è proprio cambiato, ma tanto, da quando è arrivato tutto gracile tremante e miagolante
ora è bello grosso, pelo lucido, occhi gialli sfavillanti, atteggiamento composto ed elegante
qualche gioco dopo aver mangiato
per il resto posatissimo

in campagna Ercolino è andato all’avventura
è uscito di casa, ha esplorato fra i cespugli, ha imparato che le piante grasse pungono e chissà quante altre cose a cui non ho assistito
ha difeso con decisione il territorio dall’invasione della gatta di casa, facendole finalmente rispettare il divieto di entrare nel mio appartamento
Stellina si è fatta soffiare e mugolare dal piccoletto per ogni volta che ha cercato di spazzolargli il cibo avanzato
una sera sentivamo strani rumori
Stellina, gattina muta, stava mugolando, appollaiata su una sedia
sotto, perfettamente a suo agio, il piccoletto, con l’aria di dire: “embè? qualcuno ha forse dei problemi qui?”

al ritorno Ercolino si è rifiutato categoricamente di assumere il calmante e ha fatto bene dal momento che è stato perfetto, nonostante tutto, dormendo nel suo trasportino per l’intero viaggio
e poi, dopo quattro giorni di paradiso, ha ripreso la sua vita quotidiana in appartamento come se niente fosse

questo gattino ha qualcosa di prodigioso
fortunato sì
ma di sicuro anche io

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in viaggio con Ercolino 2 – in carrozza si parte

La prima cosa che ho fatto, stamani, è stata telefonare in farmacia
“Avete qualcosa per calmare un gatto in viaggio?”
“Sì, abbiamo le gocce”
“Senza ricetta?”
“Senza ricetta”
“Arrivo”
A tempo di record, vestita e lavata, in mezz’ora ero già in farmacia

Studio il foglietto con le indicazioni: da 5 a 14 gocce per chilo
Ercole pesa 3 chili (e 400 grammi), proviamo con il minimo
Faccio cadere 15 gocce sulla pappa e la servo al micio
Gli basta un attimo per scansarla e decidere che non fa per lui

Bene, qui ci vogliono le maniere forti
Ercole lo capisce e non si fa acchiappare
Lo tengo d’occhio facendo finta di fare altro e alla fine ce l’ho
Lo prendo in collo e gli verso a forza una peretta di tranquillanti in bocca
E’ più agitato di prima
Lascio passare i minuti facendo altro, ma non succede niente
Ercole sembra elettrico, saltella e corre per casa come un grillo
Ripeto l’operazione
Ma stavolta è peggio, non posso sfruttare l’effetto sorpresa

La seconda pompetta fa effetto quasi immediato
Ercole comincia a caracollare a terra, finendo lungo disteso sul fianco e non riesce a rialzarsi sulle zampine

“Oddio – penso – l’ho ucciso”

Le scuole di pensiero sull’argomento ovviamente erano due, quella del no e quella del sì
Quella del no aveva già perso quando Ercole era riuscito a sganciarsi da solo la porta della gabbietta per ben due volte (in realtà l’avevo chiusa male ma me ne sono resa conto solo dopo)
Quindi alla fine ha vinto il sì

Con il cuore in gola sono corsa in garage a prendere la macchina sperando al ritorno di trovarlo sempre vivo
L’ho ucciso, l’ho ucciso
Mi sono vista nello specchio dell’ascensore e avevo la faccia grigia

Carico la macchina con le mie cose e lascio per ultima la gabbietta con l’animalino dormiente
E poi finalmente si parte

Ti prego, ti prego, fai che Ercolino stia bene e dopo la dormita si svegli più vispo di prima
Ti prego, ti prego, non farlo morire, non mi perdonerei mai
Fai che torni a correre a giocare a mangiare i croccantini
Oddio, i croccantini….
I croccantini!!!
Ma come ho potuto dimenticarli?
Via, dietrofront
Sono ancora in tempo
Giro la macchina e torno a casa
Lascio le frecce accese e volo su
Ora che abbiamo anche i croccantini possiamo partire davvero

La gabbietta sta dietro, sul sedile
Ercole lancia qualche flebile miagolio
Almeno è vivo
Ma è terrorizzato
E soprattutto gli sono caduti gli occhi all’indietro

Da Belluno a Conegliano mi fermo almeno cinque volte
Controllo
1 – che sia ancora vivo
2 – che non si stia disidratando
3 – se ha fame o sete

Ogni volta apparecchio con acqua e croccantini ma lui non vuole nulla

A Padova la gabbietta passa sul sedile davanti. così mi vede meglio e magari si rassicura un po’

Non sto zitta un attimo
Cerco di fargli compagnia e di tranquillizzarlo con il suono della mia voce

Gli canto le canzoncine che invento lì per lì

Ciao mi presento
sono Ercolino
Sono un gattino fortunato
Perché la mia mamma mi vuole bene
E mi prepara tutti i giorni da mangiare
Ho la pappetta, i croccantini
E la ciotola dell’acqua fresca
Ho la lettiera, e la cuccetta
Dove posso dormire tutto il giorno

Mi fermo ad un autogrill per un panino e libero Ercole in macchina
Apparecchio cucina e bagno
Ma pare che non abbia bisogno di nulla
Fa un giro su zampe malferme, annusa
E rientra nella gabbietta

Non mi pensavo così ansiosa

All’autogrill non c’è nemmeno un panino vegetariano così mi prendo la fetta di pizza margherita più cattiva al mondo, con la pommarola al posto del pomodoro

Da Bologna piove e Ercole dorme pesante
Ogni tanto infilo un dito nella gabbia per verificare che sia vivo
Continuo a cantargli le canzoncine
Non so a lui
A me diverte un sacco

Ciao mi presento
Sono Ercolino
Trallallero trallallà

Ora siamo rilassati e il viaggio fila
Ma ho già allungato un sacco i tempi

Alla fine arriviamo a casa
Apro la gabbietta all’interno
E’ ancora presto per la campagna
Ercole esce e comincia ad esplorare
Va dappertutto
Dentro, fuori
Incontra l’altro gatto
Ma per ora non gli garba granché
E pare che il sentimento sia reciproco
Conosce, ma tenendosi lontano, gli altri abitanti della casa

Non sta fermo n attimo
Mangia beve esplora
Fa crollare una risma di libri che si appoggiano su una fila di vasi di vetro
Miracolosamente non cadono
Insomma tutto nella norma
La Grande Prova è superata
Siamo arrivati sani e salvi
E abbiamo anche imparato un sacco di cose nuove
Ci torneranno comode, ne sono sicura

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in viaggio con Ercolino

Ercolino domani io e te si fa un viaggio lungo ma non ti devi preoccupare. Andiamo in un posto bello ma staremo sempre insieme. Non ti abbandono mica.
E poi torniamo a casa, io e te. In macchina starai comodo, vedrai, nella tua gabbietta. Ti ho messo anche la copertina nuova, morbida morbida.

Ci portiamo dietro i croccantini da cuccioletto e a meta’ strada ci fermiamo a far merenda.
Dall’altra parte, ai piedi dell’altro passeggero, ci metto una bacinella con i sassolini, cosi’ se hai bisogno di andare al bagno ce l’hai a portata di mano.
Poi una ciotolina per l’acqua e siamo a posto.

Certo che 4 ore (se va bene) sono un po’ lunghe. Speriamo che tu regga e che tu non ti metta in testa strane idee.

Nel posto dove andiamo c’e’ una casa grande grande dove vive un altro gattino.
Stellina e’ vecchiotta ma e’ più piccola di te
Spero che andrete d’accordo cosi’ potrai giocare anche con un altro animale, come e’ giusto

Poi potrai uscire di casa e andare fuori senza che nessuno si preoccupi di riportarti dentro
Se vedi qualche topino puoi fare il gatto, il gatto vero
Son sicura che sai benissimo come si fa

Potrai passare tutto il giorno a nasconderti fra i vasi di fiori e le siepi di bosso (anzi, e’ un’altra pianta di cui ora non ricordo il nome ma tanto a te che t’importa)

Potrai rincorrere dei veri insetti e seguire incuriosito il volo degli uccellini
Potrai arrotarti le unghie su un albero e smangiucchiare fili d’erba

Potrai scoprire un sacco di odori sconosciuti
Potrai correre e saltare in uno spazio sterminato rispetto ai 75 metri quadrati al chiuso dei nostri giorni bellunesi

Potrai conoscere le mie amiche
E forse le loro figlie

Potrai bere l’acqua del pozzo
E respirare l’aria di una buona terra

Poi, potresti anche scegliere di rimanere li’
Il paradiso e’ duro a lasciarsi
Ma questo lo vedremo quando sara’ il momento
E’ un rischio, lo so, ma lo devo correre

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vita da gatti

da tre settimane vivo con Ercole, un gattino nero, e già mi sto avviando verso la mutazione antropologica della gattara
oddio, le gattare non si offendano
non c’è niente di male. ognuno fa ciò che vuole e ciò che sente
solo che, permettetemi, sono io che mi stupisco prima di tutti
visto che il gatto di casa, in toscana, che pure è arrivato grazie a me (che portai la sua mamma) quando mi vede scappa
e visto che notoriamente non sono mai stata tanto sensibile ai gatti, avendo sempre preferito la compagnia dei cani

già qualche amico mi fa notare che sono monotematica, che parlo di gatti e posto foto di gatti
questo ovviamente avviene solo perché sono su facebook, altrimenti nessuno ne avrebbe saputo nulla
al massimo avrei tediato qualche amico incontrandolo al supermercato, intenta a scegliere fra gli scaffali i bocconcini al pesce azzurro più nutrienti e la lettiera economica e funzionale al tempo stesso
ecco, in quell’occasione avrei potuto fare come una mia vicina che, mentre cercavo un colorante per tessuti, lei dallo scaffale accanto, quello del cibo per animali, mi attaccò un lunghissimo bottone sulle abitudini alimentari del suo gatto mentre io cercavo disperatamente una scusa per raggiungere il reparto detersivi per lavastoviglie
alla fine ce la feci, forse nemmeno troppo educatamente visto che di recente il saluto della signora si è un po’ raffreddato
comunque, quando arrivai alla cassa, la trovai che raccontava da capo le stesse cose ad una annoiata e sbuffante cassiera
allora la compatii, la vicina, oggi mi concentro per non sorprendermi a fare lo stesso

ma, badate bene, non ho solo amici che mi giudicano ormai perduta dietro alle prevedibili quanto ripetitive mosse di un felino
c’è anche chi mi esorta a raccontare come va avanti la convivenza e come cresce il gattino
ed è per loro che mi sono messa a scrivere questo post

devo dire che negli ultimi giorni ho iniziato più volte a buttar giù parole raccontando di come, alzandomi la mattina, ormai miagolo in risposta alle richieste di Ercole, fregandomene di ciò che possono pensare o dire i vicini
ma poi, temendo di apparire monotematica e anche un po’ patetica ho rinunciato

ora posso farlo, anche perché da una settimana buona ho smesso di miagolare e questo mi sembra già un buon risultato

ho smesso io perché ha smesso Ercole, ovviamente
credo che si sia finalmente abituato alla sua quotidianità acquisendo al contempo la matematica certezza che nessuno lo butterà fuori di casa né gli farà patire la fame

ercoledorme

da una settimana infatti non mi sveglio più al suono di lamentosi miagolii
(Ercole, dopo alcuni tentativi mal riusciti di farlo dormire in camera, trascorre la notte nella sua cuccetta in salotto)
mi alzo nel silenzio della casa addormentata e la prima cosa che vedo, non appena apro la porta della stanza, è un fagottino nero che fluttua a terra contorcendosi come un lombrico che mi invita a dargli il buongiorno accarezzandolo
è così morbido e tenero che la giornata parte già con un altro piede

dopo le coccole preparo la colazione. per Ercolino naturalmente
ritiro il vassoio, lo pulisco, cambio l’acqua, aggiungo i croccantini alla vaschetta di alluminio, lavo la ciotolina della pappa

ogni due giorni faccio bollire tre cucchiai di riso (prima il basmati ora ho preso l’originario) con della verdura. carote al momento. poi lo frullo e lo metto in frigo. ad ogni pappa (al momento mangia tre volte al giorno, ho provato a passare a due ma è ancora presto) aggiungo due cucchiaini di questa crema ad un cucchiaino di cibo per gatti (quei prelibati bocconcini ai gusti più improbabili, tipo trota e gamberetti) e lo mescolo con un goccio di acqua calda
la pappetta ha avuto subito successo tanto che all’inizio Ercolino scansava la carne per leccare la crema
ora mangia tutto
poi passo alla lettiera e alla fine penso anche alla mia colazione

ercolemangia

Ercole mangia tutto e cresce. parecchio anche
quando è arrivato, il primo febbraio, in un giorno scuro di pioggia, pesava due etti
dopo due settimane sette etti
oggi l’ho pesato e la bilancia dice 3,3 kg
ho rifatto più volte i conti (la differenza fra il mio peso da sola e quello con lui in braccio) e il risultato dice proprio quella cifra là
sono quasi incredula
pensare che l’avevo chiamato Ercole per contrappasso, perché era il gracilino della cucciolata
qui mi diventa una pantera prima ancora che me ne accorga

poi c’è il problema della lettiera
in tre settimane ne ho provate e finite almeno 4, nonostante qualcuna garantisse ben venti giorni di profumata pulizia
ne ho comprate di tipi e costi diversi, nella speranza di trovare quella ideale, che sarebbe pulita e profumata, semplice da svuotare, e che costa poco
al momento sembra un desiderio impossibile
nel senso che quelle che funzionano bene costano un bel po’
ma dopo aver fatto un sondaggio su facebook proverò quelle che mi sono state consigliate e alla fine stilerò la mia classifica personale

l’ultima che avevo tenuto da provare era una di quelle a sassolini sabbiosi da poco prezzo
dopo che Ercole l’ha usata è venuto da me che puzzava di cacca in modo assurdo
non solo, andando a vedere che cosa fosse successo in quella lettiera ho trovato innumerevoli impronte di gatto color beige, per terra, fra salotto e stanzino, dove lui era passato
anche quelle non avevano proprio un buon odore
svuotato tutto, lavato, disinfettato (ripulito anche il micetto con uno scottex inumidito) e cambiato granelli
ma la ricerca è ancora in corso

ercolecoperta

lo confesso, nelle ultime tre settimane ho provato una sensazione nuova tornando a casa sapendo che c’era un esserino bisognoso delle mie cure ad aspettarmi
ma devo ammetterlo, seppur breve, c’è stato anche un momento in cui avrei voluto disfarmene
fra miagolii, leccate di mano e altre attenzioni appiccicose, pensavo proprio di non farcela
non potevo più scrivere un sms o un’email al telefono che lui spingeva con il capino finché non me lo aveva fatto cadere di mano
non potevo sedermi al computer che mi si metteva al fianco e miagolava
e cominciavo anche a rimpiangere i tempi, nemmeno troppo lontani, in cui potevo camminare per casa senza timore di inciampare nella palla nera ad ogni passo
mamma che stress
adesso si agita solo quando faccio yoga, perché non riesce ad attirare la mia attenzione
allora si lancia di corsa per la stanza rincorrendo i suoi giochi e affilandosi le unghie, ma alla fine si calma

ercolenascosto

Ercole si fa di giorno in giorno più coraggioso
ha cominciato anche ad uscire dal suo nascondiglio in presenza di estranei, mentre prima non si faceva vedere affatto
qualche amica è riuscita anche a fargli mangiare due caramelline croccanti da gatti e a partecipare ai suoi giochi

beh, direi che andando avanti così ce la possiamo fare

(dedicato alle zie)

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volevo un gatto nero

ercole3

ecco, ora c’è calma e silenzio. Ercole dorme nella sua cuccetta
il pranzo (il mio) è quasi pronto e posso ritagliarmi una pausa per scrivere
avrei voluto anche leggere un po’ ma ormai lo farò più tardi

Ercole, un gattino nero di tre mesi o giù di lì
è arrivato ieri in una caotica giornata di lavoro, sotto la pioggia, con il maltempo che imperversava ovunque (nel senso di metri di neve con black out) e e tre, dico tre, passanti (pagina doppia) da organizzare con i collaboratori scrivere e titolare (e metterci le foto e fare i titoletti e le didascalie, eccetera eccetera)

dopo i primi dieci minuti di agitazione in cui Ercole ha girellato per casa nascondendosi dietro ai mobili e guardandomi ogni volta come se fossi il mostro di lochness, si è calmato
senza che me ne accorgessi ha smangiucchiato il riso e sbevucchiato il latte che gli avevo messo in due ciotoline

poi, quando si è sentito abbastanza sicuro è venuto ad accarezzarmi i piedi mentre in cucina stavo preparando il mio pranzo per attirare la mia attenzione

Ercole è sveglio e molto dolce
con quell’aspetto da gatto nero d’inferno con gli occhi gialli e la sua aria sinuosa sembra non poter vivere senza coccole

in mezz’ora si era già abituato e, mentre cercavo di leggere un po’, stesa sul divano, lui è venuto a reclamare carezze e attenzioni
non solo ti si stende sopra appiccicandosi a pelle d’orso ma ha quel capino che infila sotto a qualsiasi cosa, alla mano, all’ascella, al collo, come se volesse sempre essere coperto, letteralmente, di carezze

ercole

quando sono uscita per tornare al lavoro ha sgranato due occhioni gialli stupiti ma quando son tornata a casa, una volta nel pomeriggio per controllare, la seconda alla fine della giornata di lavoro ben oltre le 22, era nascosto in mezzo ai panni stesi sull’appendino
già non mi riconosceva più
ci ha messo un po’ prima di fidarsi ad uscire
“Ercole, tranquillo, son quella di prima”
dopo però sembrava che fosse sempre stato lì

fallito ogni tentativo di leggere un libro o di spedire sms o email con il telefonino (i piccolo si è rivelato molto bravo nel gioco “fai cadere il telefono con una testata” e anche in quello “copri il lettore con il tuo corpicino e gira la pagina con la coda”), si va a nanna

non sapevo se lasciarlo dormire nella sua cuccetta, dove peraltro ha preso posto come se l’avesse sempre avuta, o portarlo in camera con me
all’inizio ho deciso di lasciarlo da solo poi, mossa dai suoi miagolii, ho portato la cuccetta in camera

i miagolii non son cessati
non capivo proprio che cosa volesse
l’ho messo sul letto ma, non appena mi muovevo sotto le coperte, si intirizziva tutto e scappava come se avesse visto il mostro dei mostri
questa scenetta si è ripetuta tre o quattro volte
finché ho spento la luce, mi son girata dall’altra parte e ho lasciato che facesse come meglio credeva
ha scelto di dormire sul letto ai miei piedi

stanotte ancora miagolii
alle 4, sì sì proprio alle 4 ho controllato, il piccolo Ercole è stato preso da una botta di appetito
dopo il riso mischiato con la pappa da gatti piccoli, il latte concentrato annacquato (domani compro quello vero, lo giuro), e le crocchette di manzo che aveva avuto per cena, questo fenomeno della natura ha avuto il coraggio di miagolare per fame
a quell’ora ha avuto le sue crocchette e si è accontentato

stamani ci alziamo con calma, è domenica e l’orario di inizio del lavoro ancora lontano
l’alzata notturna mi spezza l’ora del risveglio ma non importa
saranno le 9 e Ercole miagola
sicuramente avrà fame
guardo i suoi ciottolini e qualcosa da mangiare ci sarebbe ancora ma se ben ricordo i gatti vogliono sempre qualcosa di nuovo sul piatto

beh intanto mi lavo e comincio a prepararmi
il piccoletto nero, era il macilento della cucciolata, il terzo quello vessato dai fratellini più grandi e più forti, miagola come una sirena
arrivo!

ercole1

allora, facciamo così, mettiamo qualche regola
la mattina lavo i ciottolini dove ha mangiato per tutto il giorno, per cui mi invento un complicato sistema di recupero degli avanzi, lavo e asciugo, rimetto gli avanzini nelle ciottoline e aggiungo cibo fresco
intanto croccantini e latte, mentre metto a cuocere il riso (basmati, in casa c’è solo quello) e tolgo la scatoletta di carne per gattini baby dal frigo
la tovaglietta su cui ieri avevo appoggiato i piattini è un po’ sporca allora la tolgo e la sostituisco con un vassoietto in plastica con i bordi rialzati (made in castiglioni, grazie sandra) visto che il piccoletto ha il vizio di spingere i ciottolini spostandoli per tutta la casa mentre cerca di raggiungere anche il cibo in fondo
mentre cuoce il riso e poi raffredda, finisco di lavarmi

è il momento della lettiera
vado a dare un’occhiata, tolgo il coperchio
accipicchia!
va bene che mangia tanto ma è anche piccoletto
comunque mi armo di paletta (quella da giardinaggio va benissimo) e pulisco
finita la divertente occupazione posso comporre il piatto clou della colazione del piccoletto, riso basmati con un goccio di olio di semi biologico (credo che gli manterrà il pelo lucidissimo) e pappetta di carne
Ercole ci si fionda come se non avesse mai mangiato prima e spazzola tutto

dopo, a pancia piena, arriva il momento del gioco
un semplice filo di rafia azzurra da ieri sembra essere il giocattolo dell’anno
ma ha anche un pupazzetto di stoffa nella cuccetta che fa saltare per aria e nel quale infila le unghiette per poi ritirarle con l’aria concentrata mentre il bambolotto vola e lui lo rincorre di qua e di là

è uno spettacolo e sembra essere proprio il gattino che mi aspettavo, anche se è arrivato con anticipo sui miei programmi e in tutta fretta

più tardi tiro fuori una pallina di gomma da un cassetto
così ora c’è un nuovo gioco

magari anche meglio del pelo dei miei stivali da neve che spuntava dalla scarpiera e che si è smangiucchiato per metà mattina finché non ho chiuso meglio lo sportello

la prima giornata con Ercole è passata
la convivenza è iniziata a tutti gli effetti
direi che ci si può fare

magari ricordandomi di alzarmi un’ora prima la mattina
🙂

ercole2

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le cose cambiano

Direi che ormai e’ deciso e non si torna indietro
D’altra parte non e’ da poco tempo che ci penso
Presto qui saremo in due

Non sara’ facile, almeno all’inizio
Dovro’ fare dei cambiamenti alla casa, dedicare spazi al nuovo arrivo e gestire al meglio il poco tempo a disposizione
Mamma e’ gia’ stata incaricata di procurare gli accessori
Saranno il prossimo regalo di pasqua
Finalmente, una volta che ho le idee chiare su quel che voglio, e anche con un certo anticipo
Alcune amiche, messe a conoscenza della novita’, si sono gia’ offerte di aiutarmi, di insegnarmi e trasmettermi la loro esperienza
Non che sia proprio a zero, intendiamoci
E’ l’ambiente che e’ diverso stavolta pero’

Vuoi mettere la differenza fra la campagna e l’appartamento in citta’ in pieno centro senza nemmeno un terrazzino?
Son particolari questi di cui, se decidi di prendere un animale da compagnia, devi tener conto

Ecco. La notizia e’ questa
Che dopo tutto questo tempo in casa da sola prendero’ un gatto
Un gatto si’
La bestiolina non e’ ancora stata individuata, anzi, direi che forse non e’ nemmeno nata
Perche’ dovra’ arrivare dopo pasqua
Quando la casa sara’ pronta e avra’ i suoi spazi
E poi anche perche’ sara’ primavera e la vita che si risveglia nella natura segnera’ anche l’arrivo di una nuova vita

Allora, vediamo un po’
Devo pensare a dove mettere la cassettina con la sabbia
In bagno non c’e’ tanto spazio
La metterei nella stanzetta guardaroba sotto la finestra accanto all’armadio rosso
Posizione raccolta, privacy garantita ma facile da pulire
Chissa’ se ci sono delle cassettine con le sponde alte
Se penso al micio di casa in toscana e a quanto raspa su quella sabbietta un po’ mi viene male…
Acqua e cibo in cucina fra il frigo e il forno, sperando di non inciamparci
Oppure sotto il tavolincino sotto alla finestrella separe’
Si’ mi pare meglio
Staremo a vedere
La cuccetta stara’ in salotto
Cosi’ quando mi stendo sul divano a leggere potra’ rilassarsi accanto a me
Si’ lo so che poi andra’ dove gli pare, non e’ mica la prima volta che prendo un gatto
E’ che fino ad ora li ho sempre avuti nella casa in campagna
Anzi, il primo, Freeday, lo presi a San Gimignano alla Rocca, che ancora si stava in Campolungo
Ma il trasloco era ormai imminente
E quando uno si trasferisce in campagna minimo minimo prende degli animali
Lo scoglio del cane fu un po’ più difficile da superare, poi arrivarono anche quelli
Ma intanto mi aprii la strada con il gattino grigio portato a casa nella borsa di vimini tornando in motorino
Era sicuramente la primavera del 1982, o forse l’anno prima
Gia’, chissa’

Ora il problema e’ che il gattino dovra’ adattarsi a stare in casa e questo e’ il motivo per cui fino ad oggi ho sempre esitato a prendere un animale
Un cane e’ impossibile, tenuto conto degli orari di lavoro
Con un gatto la vedo gia’ più facile

Poi c’e’ da dire che ho appena finito di leggere Se una notte d’inverno un gatto… Di Denis O’Commor, prestatomi da un’amica, e probabilmente quello e’ stato il colpo finale
Anche se il fantastico Toby Jug del libro in realta’ scorrazza fra alberi giardini e campi sconfinati in piena liberta’
Il mio gattino invece dovra’ accontentarsi di stare fra le quattro mura di casa

Non so nemmeno se le visite in toscana che fara’ inevitabilmente con me gli faranno bene
Vivere in cattivita’ forse non e’ impossibile ma dopo aver assaggiato la liberta’ diventa sicuramente più difficile
Magari pensera’ ai viaggi in toscana come alle sue vacanze

Comunque, io ho gia’ espresso la mia preghiera
Che arrivi un gattino, non importa il sesso (tanto verra’ sterilizzato) ne’ il colore
L’importante sara’ il temperamento, che dovra’ essere pacifico e con spiccata attitudine casalinga
Un gatto che si sappia accontentare di quel che trova
E che non soffra troppo per la mancanza di verde di uccelli e di topi
Che mi accolga quando rientro la sera dal lavoro e mi faccia compagnia quando sono a casa da sola
E che mi porti quel contatto con la natura, con il mondo animale che tanto bene fa a tutti gli umani

Da parte mia avrà tutto quello che gli serve per esser felice, cibo, casa affetto e coccole

Di tutto il resto ne parliamo poi

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… e tutti gli altri libri del 2013

eh no, non è ancora finita
d’altronde se l’anno scorso ne ho letti 135 mica posso cavarmela con una classifichetta, per quanto multipla, che ne contiene sì e no una sessantina scarsa….
anche perché il principio, per me, è sempre quello
se leggo un libro significa che mi piace altrimenti non ho problemi, nel caso la lettura non scorra, a fermarmi e ad abbandonarlo
diversi hanno fatto proprio quella fine lì

tutti quelli che ho letto fino in fondo significano qualcosa per me
anche solo il fatto di aver assorbito qualcosa di chi l’ha scritto

adesso farò un rapido excursus dei libri rimasti fuori dalla prima classifica di quelli che ho letto nel 2013
qualcuno potrebbe pensare che stia gonfiando le piume facendo sfoggio di una presunta cultura da club degli editori
faccia pure
nessuno è obbligato a leggermi
se qualcuno ha voglia di scambiare esperienze ed opinioni ben venga, quello dei libri è sempre un ottimo argomento di conversazione
il blog però serve prima di tutto a me, ad aiutarmi con la mia memoria ballerina e a fare il punto delle mie cose
stop
tutto il resto è qualcosa in più

ciò detto passo all’elenco disordinato degli altri libri (ma non tutti) letti nel 2013

Il corpo umano di Paolo Giordano, è stato il primo letto sul reader nei giorni di Natale
bello, mi è sembrato il segno della maturazìone dello scrittore dopo il sopravvalutato La solitudine dei numeri primi che secondo me aveva gli ingranaggi ancora un po’ da oliare
Paolo Giordano lo avevo incontrato poche settimane prima in un bar di Belluno
Gli dissi che la mia mamma aveva molto apprezzato il suo libro
“ma tu non l’hai letto?”
“non ancora”
dopo, avrei avuto un bel po’ di domande da fargli

poi c’è stata la scoperta di Non tutti i bastardi sono di Vienna opera al momento unica di Andrea Molesini, molto molto interessante a livello storico e anche geografico visto che si svolge fra il basso Bellunese e l’alto Trevigiano

potevo non leggere qualcosa del premio Nobel Alice Munro? l’ho fatto con i racconti Il percorso dell’amore

poi c’è stato La cerimonia del massaggio di Alan Bennet, quello di Nudi e Crudi, un libriccino pungente e sarcastico

mi sono divertita con la saga dell’aspirante anatomo patologa Alice Allevi di Alessia Gazzola con Sindrome da cuore in sospeso, l’Allieva e Un segreto non è per sempre

ho salutato il gradito ritorno dell’ispettrice Pedra Delicado di Alicia Gimenéz Bartlett con Gli Onori di casa

l’ultimo immancabile commissario Montalbano, Un covo di vipere, dopo Una voce di notte, di Andrea Camilleri

una simpatica scoperta, Più o meno alle tre di Andrej Longo, che raccoglie tante piccole storie napoletane che si verificano contemporanea alla tragedia dell’11 settembre 2001 di New York

di Turista per caso, di Anne Tyler, tanti e tanti anni fa avevo visto il film con William Hurt e Geena Rowlands, quello in cui lui scriveva guide turistiche e lei addestrava cani. il libro è molto meno glamour e molto più triste ma molto bello

La donna che collezionava farfalle di Bernie McGill una saga familiare dell’Irlanda del Nord recitata a più voci

Lezioni di tenebra di Enrico Pandiani, quello di Les italiens, sempre velocissimo e sempre più “cattivo”

Il romanzo irresistibile della mia vita vera di Gaetano Cappelli. Era da un po’ che avrei voluto leggerlo e son contenta di averlo fatto

Il suicidio perfetto di Franco Matteucci, è una storia che colpisce e che si fa leggere tutta d’un fiato. E si fa ricordare

Biscotti e sospetti di Stefania Bertola, è un giallo “leggero”
Niente vacanze per l’ispettore Morse di Colin Dexter leggero lo è un po’ meno ma si fa leggere molto volentieri

Il giovane sbirro di Gianni Biondillo è veloce e sincopato. In un solo romanzo forse ce ne stanno almeno quattro o cinque

La casa di ringhiera di Francesco Recami, simpatico e divertente, per quanto molto ma molto caustico

poi c’è stato ancora qualche Scerbanenco, Dove il sole non sorge mai e Annalisa e il passaggio a livello con la sua prosa essenziale e il racconto tagliente e affilato come una lama

Camilla nella nebbia e Camilla e i vizi apparenti (decisamente meglio questo dell’altro) di Giuseppe Pederiali, storie gialle della bassa padana

e poi il mio amato Jonathan Coe, con La casa del sonno e i Terribili segreti di Maxwell Sim, che ancora mi mancavano

Loriano Macchiavelli, con l’Ironia della scimmia per farsi un giro nei sotterranei di Bologna

il sempre più cupo Marco Vichi con la Forza del destino

L’ira funesta di Paolo Roversi
Mendel dei libri di Stefan Zweig

In carta, prestato, ho letto il libro di Matteo Corona Nelle mani dell’uomo corvo, una storia bellissima e super terribile che fa stringere il cuore e tutto il resto ma che è frutto sicuramente di una bella penna e di un grande cervello

dopo tanti omicidi, morti strane, indagini e tragedie, ci voleva qualcosa per stemperare un po’….

Piccole confusioni di letto di Emily Giffin, Le ricette segrete della cucina dell’amore di Melissa Senate e Sognando Park Avenue di Tinsley Mortimer
nessuno di questi concorrerà al Premio Pulitzer però è stato piacevole sciogliersi con letture un po’ frivole
è come per uno a dieta rigida entrare in una pasticceria
ogni tanto uno strappo si può

ah, a proposito di Pulitzer
il libro di Agassi in realtà lo ha scritto J.R. Moehringer, premiato per Il bar delle grandi speranze
Agassi si è rivolto a lui proprio perché era rimasto colpito dal suo libro e voleva qualcuno che ricreasse la stessa atmosfera per il suo
poi Moehringer non ha voluto esser citato perché la storia era troppo quella di Agassi e la spiegazione viene data solo alla fine dallo stesso Andre
io ho provato a leggere il libro ispiratore ma non ne son stata presa fin da subito come per Open
non posso dire che sia fra quelli senza chance
no, di sicuro nel corso dell’anno ci riproverò

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2013, un anno pieno di libri

Di rado è solo chi ama leggere.
Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007

un anno fa, per il Natale 2012, nonostante la mia strenua opposizione, mi è stato regalato un lettore ebook
da allora ho letto 135 libri (esclusi quelli in carta, ma saranno stati sicuramente meno di dieci)

due i titoli che mi sono rimasti nel cuore e che consiglierei a chiunque volesse un bel libro da leggere

1 – Rosa Candida, un piccolo delicato gioiello di una scrittrice islandese, Audur Ava Olafsdottir, è forse il mio preferito
dico forse perché tanti sono stati gli autori che ho scoperto, che mi hanno fatto ridere, piangere o che mi hanno semplicemente divertito o commosso (hai detto niente…)
ma questo piccolo libro mi ha anche stupito, per lo stile di scrittura, per la semplicità della narrazione e la profondità dei temi trattati

2 – Open. La mia storia, di Andre Agassi. Non amo le autobiografia ma di questo libro ho sentito parlare con entusiasmo da chiunque lo avesse letto. Così l’ho fatto anche io e mi sono lasciata appassionare tanto che mentre si avvicinava la fine pensavo con tristezza alle mie giornate senza la compagnia di Andre e della sua storia.

Poi ci sono state le scoperte di autori dei quali mi sono innamorata a tal punto da leggere tutta la loro produzione.

3 – Delitto a Stoccolma è soltanto il primo dei libri di Liza Marklund con protagonista la giornalista Annika Bengzton che ho letto. Mamma me lo aveva consigliato una decina di anni fa ma non mi era mai capitato di leggerlo. Dopo Delitto a Stoccolma mi sono lanciata in una impegnativa full immersion da Studio Sex a I Dodici sospetti, al Testamento di Nobel, Il Lupo rosso, Freddo sud, Linea di confine e Finché morte non ci separi. Ne manca solo uno, Paradiset, non tradotto (chissà perché) in italiano. Le storie sono appassionanti e spesso mozzafiato, specialmente se ci si affeziona ad Annika, che si infila in certi casini che te la raccomando. Inoltre rappresentano un mondo giornalistico, raccontando la vita della redazione di un grosso quotidiano di Stoccolma, che non si discosta molto da quello italiano.

4 – Tempesta solare di Asa Larsson, tanto per rimanere in Svezia. In realtà questo libro lo avevo già letto anni fa ma senza ricordarlo tanto drammatico. Mi sono fatta convincere da un’amica a rileggerlo per affrontare la successione delle altre puntate: Il sangue versato, Sentiero nero, Finché sarà passata la tua ira e (questo devo ancora leggerlo) Sacrificio a Moloch. La protagonista è un avvocato, Rebecka Martinsson. Anche lei come la giornalista Annika di Liza Marklund, con la quale ha molti punti di contatto, si trova sempre invischiata in casi limite. Anche in questa serie la fantasia criminale svedese non delude.

5 – Una bella scoperta, quella del Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni. Il poliziotto, le cui storie sono ambientate a Napoli in piena epoca fascista, e’ caratterizzato dal Fatto. Il Fatto e’ che lui vede i morti di morte violenta cristallizzati nell’ultimo istante della loro vita. Il giorno dei morti, Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, suddivisi in autunno, inverno, primavera e estate del commissario Ricciardi, sono il primo imperdibile quartetto di libri, cui seguono Per mano mia e Vipera.
Dello stesso autore sono appassionanti anche i libri con protagonista un altro investigatore, l’ispettore Lojacono, stavolta ambientato ai giorni nostri, Il metodo del Coccodrillo e i Bastardi di Pizzofalcone.

6 – Sane e toscanissime risate, dopo tanta tristezza, quelle fatte grazie a Marco Malvaldi. Il primo libro che ho letto è stato Odore di chiuso. Poi ho conosciuto i vecchietti del BarLume (Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi, La carta più alta, Briscola in cinque) e qui il divertimento è assicurato.

7 . Fra pioggia, nebbia e anolini in brodo il commissario Soneri si muove fra Parma e l’Appennino emiliano, risolvendo misteri attuali ma legati al passato. I libri di Valerio Varesi (Bersaglio, l’oblio, E’ solo l’inizio commissario Soneri, Il cineclub del mistero, Il fiume delle nebbie, La casa del comandante, A mani vuote, L’affittacamere, Le ombre di Montelupo, Il commissario Soneri e la mano di Dio) densi di malinconia, raccontano storie legate al Po, alla Resistenza, al terrorismo.

8 – Altro scrittore divertente, ma che non manca nemmeno di note profondamente malinconiche, è Gianni Farinetti. I suoi personaggi, fotografati da dialoghi irresistibili, si muovono nel mondo dell’alta borghesia piemontese fra vacanze in Costa Azzurra e alle Eolie. Un delitto fatto in casa, Lampi nella nebbia, L’isola che brucia, Rebus di mezza estate e La verità del serpente, i titoli.

9 – Agatha Raisin è un’ex pr di Londra di mezza età che va in pensione con grande anticipo scegliendo di ritirarsi in un cottage nei Cotswolds. Qui, novella Miss Marple, impicciona e dal carattere brusco, si ritrova a risolvere una serie di omicidi rischiando lei stessa di rimetterci le penne. La serie di libri scritti da Marion Chesney con lo pseudonimo di M. C. Beaton, e tradotta in Italia comprende Agatha Raisin e la quiche letale, … e il veterinario crudele, … e la giardiniera invasata, … e i camminatori di Dembley, … e il matrimonio assassino, … e la turista terribile, … e la sorgente della morte, … e il mago di Evesham.

10 – Nell’attesa che Gianni Carofiglio riprenda a raccontare le gesta dell’avvocato Guerrieri, ci si può intrattenere con i libri di un altro magistrato: Gianni Simoni. Due i filoni. Quello dell’ispettore Lucchesi ambientato a Milano e quello del tandem formato dal commissario Miceli con l’ex giudice Petri che operano a Brescia. Chiuso per lutto, Sezione omicidi, Il filosofo di via del Bollo, Piazza San Sepolcro, Il ferro da stiro, Pecsa con la mosca, Un mattino d’ottobre, La morte al cancello, Lo specchio del barbiere, Commissario domani ucciderò Labruna i titoli del prolifico giallista.

Il 2013, grazie ad una gentile vicina, ha comportato anche la conoscenza di un altro scrittore di gialli, un ex giornalista del Tirreno originario di Montalcino, Maurizio Centini, (che ho letto su carta). Il pozzo e Scacco di donna, i due libri che ho letto, entrambi dedicati a delitti efferatissimi compiuti da un serial killer molto vicino agli inquirenti, il magistrato fiorentino Augusto Coltelli e l’amico criminologo Brunello Dotti, di Montalcino, appassionato di scacchi, enigmistica, cibo e buon vino.

Una piccola citazione per un altro thriller, Pista Nera di Antonio Manzini, le cui immagini rimangono impresse nella memoria anche dopo tanto tempo.

Ora siamo nel 2014. L’anno passato è stato ricco di piacevoli scoperte e altrettanto piacevole è stato leggerle in digitale. Il lettore è diventato ormai un accessorio irrinunciabile da portare sempre con me. Grande come un’agenda contiene ormai più di tremila titoli e posso pescarlo dalla borsa in ogni momento. Quando sono in attesa di una sentenza in tribunale, in coda al pronto soccorso o quando mi siedo su una panchina al parco.
Per l’ultimo Natale ne ho regalato uno anche alla mia mamma che, mentre si prende in giro definendosi una nonna tecnologica, ha già iniziato ad usarlo con Rosa Candida.

I prossimi libri che leggerò sono: il quinto della serie di Asa Larsson, Sacrificio a Moloch, tanto per completare il giro, e Colori proibiti di Yukio Mishima.

Leggere fa bene, ma può fare anche male, diciamo la verità. I libri sono come le medicine o come qualunque altro medium: vanno presi con cautela.
Corrado Augias, Leggere, 2007

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un anno controvento

Una parola sola per questi 365 giorni racchiusi nella scatola numero 2013
Pesanti

Che fatica
Il ricordo cerca di sezionare i dodici mesi, scandagliandoli uno ad uno
E il bilancio finale e’ questo
Un anno peso come un’incudine su un piede
Ci saranno stati anche momenti piacevoli, certo, anche se adesso non me li ricordo
Ecco, la sensazione semmai e’ stata quella di camminare controvento
Un vento forte e costante, lungo un anno
Che speriamo nel 2014 si sia stufato di soffiare
E ci lasci librare liberi nell’aria senza resistenze o spinte contrarie
Questo e’ il mio augurio, per tutti quelli a cui voglio bene e per i quali conto qualcosa
Che il prossimo anno si possa navigare a favore e con le vele spiegate
In fondo, ce lo meritiamo

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