cercando Charlie

<a href=”https://jesuisunejournaliste.files.wordpress.com/2015/01/charlie1.jpg”><img class=”alignnone size-medium wp-image-326″ src=”https://jesuisunejournaliste.files.wordpress.com/2015/01/charlie1.jpg?w=180&#8243; alt=”charlie1″ width=”180″ height=”300″ /></a>

Torno a Parigi dopo un anno e poco più
Ho due obiettivi: visitare il cimitero di Père Lachaise e comprare qualche copia di Charlie hebdo

Troppo poco il tempo a disposizione per il cimitero e le previsioni danno continuamente pioggia anche se non è mai caduta nemmeno una goccia

Insomma, visita rinviata

E’ subito chiaro che trovare Charlie non è facile nonostante sia passata più di una settimana dall’attentato e le copie vengano distribuite ogni giorno
ma si sapeva anche questo

Sabato, al nostro arrivo, erano tutte esaurite

Non si trovava Charlie ne’ le Canard enchainé, l’altro settimanale satirico parigino

Qualcuno ha messo anche il cartello

<a href=”https://jesuisunejournaliste.files.wordpress.com/2015/01/charlie.jpg”><img class=”alignnone size-medium wp-image-327″ src=”https://jesuisunejournaliste.files.wordpress.com/2015/01/charlie.jpg?w=180&#8243; alt=”charlie” width=”180″ height=”300″ /></a>

Io pero’ insisto lo stesso

Ma domani lo distribuiscono ancora?

L’edicolante col gesto largo della mano

“Demain, et lundi, mardi et mercredi. .. tous le jours”

Ogni volta che vediamo un’edicola chiediamo
charlie non c’è, ma l’edicolante sorride fra il complice e il gratificato e tu ti senti come se avessi azzeccato la parola d’ordine per entrare nel loro mondo
in questi giorni chiedere charlie in edicola, se non sei francese, è un po’ come dire: siamo con voi
È come tirare un filo invisibile che ci unisce tutti quanti e ci fa sentire tutti ugualmente feriti e colpiti dallo stesso attentato
è un modo di dire: io non ho dubbi, scelgo la libertà. Di stampa, di espressione, di essere ciò che noi siamo
Come le folle del Jesuischarlie nelle piazze
ecco

Domenica, secondo e ultimo giorno a Parigi, ci riprovo

Metto la sveglia alle 7.30 contando di essere all edicola di Place d’Italie, la più vicina all’albergo, per le 8, pronta a fare la fila con i parigini

Ma alle 6 sono già sveglia e alle 6.30, nel buio pesto, sono in strada

Parigi è deserta
vicino all edicola, chiusa anche se illuminata, qualche tassista semi addormentato

Aspetto in piedi stringendomi nel piumino

Dopo qualche minuto non sono più sola
basta un gesto del tipo anche tu qui per charlie e l’uomo si avvicina
Sulla quarantina o più, indossa un basco alla francese
Viene da bordeaux, dice
E ha già girato un bel po’ di edicole in cerca di charlie
Visto che la nostra non accenna ad aprire mi guida in un tour improvvisato del XIII arrondissment

Non siamo fortunati
Tutte le edicole nell’arco di un chilometro in tre o quattro direzioni diverse sono chiuse
Ci chiediamo a che ora apriranno, se apriranno
Devono aprire, dice il francese, altrimenti dove si comprano i quotidiani

Nemmeno i ragazzi della nettezza urbana ci sanno indicare un orario preciso
In genere aprono presto
a quest’ora, sono le sette, dovrebbero già essere aperte
niente da fare
anche i bar della zona tardano a tirar su le saracinesche
Mentre le vie pian piano si animano al passaggio di qualche lavoratore mattiniero
il cielo è sempre nero, fa un po’ freddo
Il francese mi mostra il meteo sul cellulare: 1 grado

camminiamo di edicola in edicola, da un boulevard all’altro fino alle 8
In Place d’Italie il chiosco è sempre chiuso

Direi che può bastare, per stamani
intanto il cielo si è schiarito e fa anche un po’ più freddo
Torno in albergo mi faccio una doccia bollente e mi rimetto sotto le coperte
ma è già tempo di preparare i bagagli, far colazione e uscire di nuovo

Sul boulevard Gobelins anziché girare a sinistra per Place d’Italie decido di fare una deviazione a destra, verso una delle edicole visitate poco prima, così, per avere una chance in più
È aperta, c’è una piccola fila
ma solo uno degli uomini che mi precede compra Charlie
Quando è il mio turno ne chiedo venti copie
Ce ne sono dieci, dice l’edicolante
Va bene lo stesso, merci
Scusi ma a che ore aprite la domenica?
Alle otto
Ah, perfetto

Sono le 10.22, cammino su un boulevard di Parigi trascinando il mio trolley e con in mano una busta piena di Charlie

non stiamo troppo a sottilizzare
Direi che l’obiettivo è stato raggiunto

Je suis une journaliste

charlie1

Torno a Parigi dopo un anno e poco più
Ho due obiettivi: visitare il cimitero di Père Lachaise e comprare qualche copia di Charlie hebdo

Troppo poco il tempo a disposizione per il cimitero e le previsioni danno continuamente pioggia anche se non è mai caduta nemmeno una goccia

Insomma, visita rinviata

E’ subito chiaro che trovare Charlie non è facile nonostante sia passata più di una settimana dall’attentato e le copie vengano distribuite ogni giorno
ma si sapeva anche questo

Sabato, al nostro arrivo, erano tutte esaurite

Non si trovava Charlie ne’ le Canard enchainé, l’altro settimanale satirico parigino

Qualcuno ha messo anche il cartello

charlie

Io pero’ insisto lo stesso

Ma domani lo distribuiscono ancora?

L’edicolante col gesto largo della mano

“Demain, et lundi, mardi et mercredi. .. tous le jours”

Ogni volta che vediamo un’edicola chiediamo
charlie non c’è, ma l’edicolante sorride fra il complice e il gratificato e tu…

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