l’attimo fuggente

Ovvero cogli l’attimo
carpe diem, insomma
In certi mestieri l’attimo è tutto
Penso ai fotografi e alla loro capacità di fermare un attimo, fra i tanti
Quello che diventerà eterno, in certi casi

Ci penso ancora turbata dalla morte del fotoreporter americano Luke Somers, rapito dagli yemeniti di Al Qaeda più di un anno fa. Proprio quando stava per riacquistare la libertà, insieme a un altro ostaggio, è stato ucciso
Aveva scelto di fermare gli attimi di quello che accadeva nelle parti più calde del mondo
E gli è costato 14 mesi di prigionia e la morte
Ma questo è un pensiero dell’ultima ora

In realtà volevo raccontare un’altra storia
Durante una breve trasferta di lavoro ho incontrato colleghi che vedo di rado
In tre mi hanno raccontato storie simili, nello stesso giorno, su attimi perduti nel mondo del giornalismo
Una bella coincidenza

Con S. abbiamo ricordato i tempi passati, di quando si lavorava nella stessa redazione.
Era l’estate di Atlanta, le Olimpiadi del ’96.
fra gli atleti c’era Daniele Scarpa, veneziano, che gareggiava con Antonio Rossi nella canoa. Era il momento clou dell’Olimpiade, ricordava S., e stava aspettando la gara più importante, quella in cui i due avrebbero vinto l’oro, insieme a G. davanti alla tv.
C’era tensione anche in redazione. Il Gazzettino è il giornale di Venezia, la vittoria di Scarpa sarebbe stata un evento davvero speciale.
la gara ritarda, lo speaker parla e parla per tenere il pubblico agganciato alla tv.
G. ha voglia di un caffè. Le macchinette sono in fondo al corridoio.
Pensa che in due minuti arriva mette i soldi schiaccia il pulsante e prende il bicchierino caldo.
Ci riflette un po’, intanto ad Atlanta nessuno si muove. Si decide e va.
dopo un attimo parte la gara. S. non sa cosa fare. Se si allontana dalla TV per chiamare il collega la perde anche lui. Confida nella sua velocità.
Scarpa e Rossi pagaiano come matti e vincono la medaglia d’oro.
G. rientra che la gara è finita da un soffio, dopo aver bevuto il suo caffè.
Probabilmente il più amaro.

M. ricorda i primi tempi dell’edizione web quando ci lavoravano in tre, lui, A. e B.
sono i giorni di Luana Englaro. Il padre desidera staccare la spina dei macchinari che tengono artificialmente in vita la figlia, in coma irreversibile da anni.
Infuria il dibattito sull’eutanasia. Il Paese è diviso. Si attende la decisione del giudice.
E’ il 9 febbraio 2009. Le macchine potrebbero essere spente da un momento all’altro. Dipende soltanto da quando arriverà il nulla osta.
per i giornalisti della carta stampata basta cogliere la notizia prima di andare in stampa. Il web invece mira a battere la concorrenza sul tempo, dandola il prima possibile, non appena verrà diffusa la decisione.

I redattori stanno incollati al video, tengono d’occhio agenzie e siti informazione. Passano le ore e ancora non succede niente.
B. copre l’ultimo turno serale. È rimasta sola in redazione. Continua a tenere la situazione sotto controllo ma ancora nulla.
ha un buco nello stomaco. La fame si fa sentire e la distrae.
un salto al bar per un toast non dovrebbe costituire un problema. Basta uscire dall’ufficio e percorrere pochi metri. Il tempo di farlo scaldare e torna al suo posto.
ma non fa in tempo a rientrare che già le squilla il telefono.
E il capo. Hanno spento la macchina, Luana è morta. Tutti i siti hanno battuto la notizia manca solo il nostro.
maledetto toast.

Prendo un tè al bar con A. e C. Il discorso cade sul nipote di A. che ha scelto di vivere in Polonia, patria di origine della famiglia, lasciando gli Stati Uniti, il padre che vive a New York e l’ultimo prestigioso incarico a Los Angeles.
Lui è direttore delle redazioni on line di una delle più importanti televisioni di Varsavia.
Sono i giorni in cui papa Wojtyla sta per morire e il mondo intero pende dai notiziari radio e tv.
La tv polacca si prepara ad annunciarne la morte. Quando questa avverrà sarà trasmesso l’intervento di un illustre personaggio religioso che darà personalmente la notizia agli spettatori.
Gli organizzatori della trasmissione non avvisano però i giornalisti della redazione web. Che fanno il loro lavoro. E, non appena il Vaticano diffonde la notizia della morte di papa Giovanni Paolo II battono una striscia che passa in sovrimpressione durante la normale programmazione.
bruciando l’intervento dell’alto prelato e l’effetto sorpresa a lui riservato.
Pare che i giornalisti siano stati pure cazziati per questo.
Non se ne fa mai una giusta

Annunci

2 commenti

Archiviato in diario

2 risposte a “l’attimo fuggente

  1. robremio

    Siamo battiti di ciglia nell’universo. Con questa ‘perla’ ti lascio un caro saluto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...