in viaggio con Ercolino – la vendetta

ecco, se c’è una cosa che ho imparato da quest’ultima esperienza è proprio che l’esperienza non conta
quello che è successo prima non è detto che si debba ripetere e non è affatto una garanzia

vigilia di Pasqua, partiamo per la Toscana
io ed Ercolino, intendo
la mattinata scorre tranquilla (si fa per dire) fra i preparativi per la piccola vacanza e il tentativo di lasciare la casa abbastanza in ordine
dopo la lavastoviglie è il turno della lavatrice, mi lavo i capelli, tendo i panni, preparo le valigie e gli accessori per Ercolino
che dorme tranquillo nella sua cuccetta
bene, penso, meglio che non sappia che cosa lo attende
all’ultimo minuto lo prenderò in braccio, lo infilerò delicatamente nel suo trasportino e poi fileremo in macchina, pronti a partire
questa volta nemmeno lo drogo con le goccioline magiche
l’ultimo viaggio, il ritorno dalla Toscana qualche settimana fa, lo ha fatto dormendo tranquillo senza nessun aiuto
ho deciso, mi fido di te Ercolino
il gabinettino non glielo porto perché l’altra volta l’ha sempre disdegnato, all’andata e al ritorno
e per quattro ore che vuoi sia, la regge la regge
dedico un pensiero alle mamme che si muovono con i bambini piccoli, anche loro devono pensare a pappe e deiezioni

quando tutto è pronto vado in garage, prendo la macchina e la porto sotto casa, trovando miracolosamente un posto libero
piove
porto giù cesti e sacchetti, carico tutto riparandomi sotto l’ombrello
quindi è il turno di Ercolino, che si è lasciato infilare nel trasportino, ma ora si agita e non sembra affatto d’accordo
per ogni caso porto anche il Killitam, non si sa mai

partiamo

non siamo ancora entrati in autostrada che Ercolino miagola con forza inaudita, morde con foga la copertina e cerca di aprire la gabbietta
in corrispondenza dell’ultimo MIAO, il più perentorio, l’abitacolo si riempie di un odore tremendo
ahia

accosto lungo la strada senza piazzole, apro la gabbietta e faccio uscire Ercolino che si rifugia sotto i miei piedi
guardo nel trasportino: in fondo, fra le copertine e la parete in plastica, c’è una cosa gialla e dalla consistenza abbastanza morbida
accidenti, e ora?
non ho nemmeno il tempo di meditare su un possibile rientro a casa per fare pulizia che la stessa cosa gialla dalla consistenza abbastanza morbida appare sul tappetino ai miei piedi e nel cassettino laterale dove stanno i cd
ah, e ce n’è pure una striscia sui miei pantaloni

mi armo di pazienza e di fazzolettini umidificati e profumati
pulisco all’interno dell’auto recuperando dal bagagliaio, sotto la pioggia, una busta di plastica dove gettare i rifiuti
aspetto che passino le auto ed esco con la gabbietta che cerco di pulire alla bell’e meglio con un po’ di foglie, fazzolettini e aiutandomi con il rivolo di acqua a bordo strada
penso alle mamme con i bambini piccoli e alla benedizione dei pannolini

il lavoro sul ciglio della strada sotto la pioggia con le auto che sfrecciano non è il massimo
ma che altro posso fare?
alla fine devo buttare due copertine, la terza la salvo grazie al fazzolettino umidificato
la busta di plastica, bagnata e piena di m…, vola di là dal guard rail
alla prossima giornata ecologica qualcuno si scandalizzerà ma non avrei saputo proprio dove metterla in attesa di trovare un cestino dell’immondizia
Ercolino è all’asciutto e mi guarda preoccupato dal finestrino
ma quando rientro con la gabbietta quasi pulita e fradicia si è già mimetizzato con il nero del tappetino sotto al sedile del passeggero. il suo
altro tempo e pazienza per stanarlo
sempre sotto la pioggia applico lo stratagemma di entrare prima dall’una poi dall’altra portiera
alla fine esce da sotto e si arrampica con la forza della disperazione sul retro del sedile dove resta fermamente aggrappato con le unghie
dal posto di guida, con l’auto piena di bagagli, devo fare tre torsioni del busto per recuperarlo e staccarlo a forza dalla tappezzeria
bene, alla fine ci siamo
ora però, Ercolino caro, ti drogo eh
non è d’accordo neanche su questo ma non si discute
gli infilo a forza qualche gocciolina di liquido giallo (il colore del giorno)
rientra malvolentieri e sbavando lunghe colate di saliva, gialla anch’essa, nel trasportino
rimetto in modo sostenendo il suo sguardo pieno d’odio

dieci chilometri dopo, in autostrada, c’è il sole
ecco
ci fermiamo al primo autogrill
sudata e fradicia di pioggia faccio un salto in bagno a darmi una sistemata
compro una scorta familiare di fazzoletti umidi e profumati e quelli di carta e torno a completare le pulizie
Ercolino sta libero in auto mentre io fuori continuo l’opera togliendo altri schizzetti gialli dal trasportino
almeno non piove più
alla fine la gabbietta è pulita e profumata come non mai
scuoto la copertina e la giro dalla parte pulita e asciutta
si ricompone la cuccia, dentro Ercolino e via
ormai è pomeriggio inoltrato però io mi mangerei anche un panino

dopo un veggie saporito con pomodori salsa di qualcosa e melanzane ripartiamo in direzione sud
passano pochi minuti e la creatura riattacca a miagolare
eh no, che c’è ora? non l’hai fatta tutta?
accosto a bordo autostrada sulla corsia di emergenza in un tratto dove c’è il ciglio erboso
metto le doppie frecce, scendo
prendo il trasportino e lo appoggio sull’erba
esci Ercolino, dai, qui pian piano puoi fare tutto
ti tengo per la collottola
il posto nuovo e lo sfrecciare delle auto lo terrorizzano
sta attaccato a terra come un tappetino

sai che si fa? ti metto un collarino così stiamo più tranquilli eh?
l’unica cordicella che mi viene in mente è la ricarica del telefonino
gliela avvolgo intorno al collo con lo spinotto come fiocchetto e lo porto nell’erba alta pregando insieme il dio dell’autostrada e quello dei gattini che non succeda niente di grave
qualcuno mi ascolta perché alla fine Ercolino rientra sano e salvo nella gabbietta dopo aver cercato di acquattarsi sotto la macchina e senza aver fatto niente
però qualche altra goccia di Killitam ci sta tutta
gli spruzzi gialli di saliva stavolta almeno planano sull’erba anziché su di me
speriamo bene e ripartiamo
ormai non dedico più alcun pensiero alle mamme con i figli piccoli
questa è tutta un’altra storia

le gocce fanno effetto
Ercolino si addormenta
possiamo viaggiare tranquilli fino a casa
sembra impossibile ma alla fine siamo arrivati
è stata lunga ma siamo entrambi sani e salvi
e grazie ai fazzolettini profumati non rimane traccia alcuna anche se un po’ di disinfettante lo passiamo lo stesso

Buona Pasqua a tutti!

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8 commenti

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8 risposte a “in viaggio con Ercolino – la vendetta

  1. Paola_surfy

    Dio mio Simona! hai idea della tensione con cui ho letto il tuo articolo!!?? liberare Ercolino vicino all’autostrada!!!!! ma come hai fatto a fidarti!? Gli animali spaventati sono imprevedibili! potevi perderlo per sempre o peggio. Per fortuna non sono venuta a prendere le gocce. Ti sono servite eccome! Non farmi prendere più questi spaventi ora che sono convalescente 🙂 Buona Pasqua anche a te …e mi raccomando per il ritorno!

  2. lorena

    Beh, non puoi certo dire che sia stato un viaggio noioso. Godetevi la vacanza! Per fortuna è finita bene. Buona Pasqua!

  3. No, la noia no. Non c’e’ stato proprio tempo per annoiarsi
    🙂
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  4. Accidenti, e’ vero
    Non ho pensato all’effetto devastante che la storia poteva avere sulle “zie”
    Specie se convalescenti
    Si’ in effetti e’ vero, sono una “mamma” un po’ azzardata
    Chissa’ perche’ mi sentivo sicura che non sarebbe successo niente di grave
    Boh, comunque alla fine e’ andato tutto bene. Si’ magari siamo stati solo fortunati
    Cercheremo di non approfittarne…
    🙂
    Rimettiti presto!

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  5. Piergiorgio

    Al di là della storia (divertente per me), sei una bravissima scrittrice. Un miscuglio tra l’ “easy” da scaffali dell’Autogrill e Kerouac… 😉 … ci manca nel panorama italiano…(è un chiaro invito a scrivere un libro!)

  6. Ah ah ah!!!
    Comunque grazie
    :i-)
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  7. Paola_surfy

    Com’è andato il viaggio di ritorno?

  8. Non ancora…
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