la mia spoon river

la sofferenza deve scivolare
passare dentro invaderti avvolgerti
fino a farti contorcere dal dolore
stritolandoti le budella
e facendoti urlare dal male
ma poi deve andarsene
se la ingabbi dopo diventa rancore livore
e malattia

non è mancanza di rispetto
ma necessità
di continuare a vivere
e far propria la lezione
di chi non c’è più
per questo devi risollevare la testa
richiamare la lucidità nella tua mente
e la serenità nel cuore

chi soffre veramente non ha niente da dimostrare
l’amicizia
l’amore
la considerazione
non hanno bisogno di urla sguaiate
né di pianti isterici
semplicemente ci sono
e nessuno potrà negarle

da mesi ormai la mia vita, e di conseguenza il mio blog, sono diventati quasi un’antologia di spoon river
quanti amici se ne sono andati
quanto dolore hanno lasciato
e che traccia profonda di amore
allo stesso tempo

da tempo ormai ho cominciato a prendere quello che la vita mi offre con un senso di umiltà, di accettazione
se così è così dovrà essere
non con passività, questo proprio no
ma con la comprensione e la consapevolezza che qualcosa di grande, di tanto grande da essere incommensurabile e incomprensibile, governa le nostre piccole vite
noi come tante piccole formiche, ma credendoci leoni, conduciamo le nostre esistenze credendoci più importanti di quello che siamo, in confronto al tutto
e allo stesso tempo il tutto ci insegna che siamo importantissimi
che possiamo decidere come incanalare le nostre vite attingendo alle fontane che la vita ci offre
gioia odio amore
una gamma infinita di sentimenti e possibilità

mentre scrivo Siena saluta per l’ultima volta David Rossi
sono lontana, nello spazio, ma non nel sentimento
sento il dolore, la sofferenza dei suoi familiari, dei suoi amici, di tutti coloro che lo stimavano, anche fra i nemici
e la tensione
spero che non accada niente di ancora più brutto

non rammaricarti David (Taddei) per le parole cattive che tanti hanno sentito il dovere di vomitare in questo momento così difficile nei confronti del nostro amico
vivo in un paesotto di montagna ma il campionario umano è lo stesso ovunque e in qualsiasi tempo, a manhattan come a belluno, nel duemila come ai tempi di dante o di shakespeare
e l’intelligenza, si sa, offende gli stupidi
la fortuna altrui fa scattare l’invidia nei meschini e negli incapaci
l’onestà rende insicuri i disonesti
le qualità di cui era dotato David, il posto che aveva raggiunto grazie alle proprie capacità, tutto ciò che era e che aveva non poteva che generare una forza uguale e contraria di invidia cattiveria meschinità
tanto più grande lui, tanto peggiori i suoi detrattori
non è solo una banalità fascista, il molti nemici molto onore, se lo guardi con gli occhi di chi sa riconoscere la verità nelle persone
anziché con la vuota retorica del tempo

la cosa tremenda è che si sia rotto qualcosa di grosso e che lui sia finito così
lo abbiamo detto, non avrebbe dovuto farlo
tutto si sarebbe sistemato, tutto sarebbe tornato a posto
che cosa poteva aver fatto lui di così grave da giustificare il prezzo della sua vita?
nemmeno lo sterminio di un popolo porta gli uomini cattivi a desiderare la propria morte
ma lui, con la sua anima onesta, la sua intelligenza, non avrà potuto tollerare nemmeno una piccola macchia
quella che tanti magari fanno finta anche di non vedersi addosso
che spreco, che enorme spreco andarsene così
lasciarci soli muti e attoniti

ogni volta che una persona che amo, che fa parte del mio mondo, se ne va è come se se ne andasse un pezzo di me
il 10 agosto 2012, Maudi
il 4 novembre 2012, Luca Funes,
conosciuto da poco ma persona grandissima
il 15 gennaio 2013, Maurizio
e prima ancora le tragedie del soccorso alpino, fra cui proprio quella di Maudi
il 6 aprile 1993, Rosario
e ancor prima Sandra
e poi Alessandra, Pizia
e tutti gli altri
Lello, Gina, il Meca…
Beppe, Doriano, Ilaria
E zia Carla, i nonni

dormono dormono sulla collina, dormono dormono sulla collina…

e il 6 dicembre 2008, babbo

continuo a soffrire, a lasciarmi trapassare dalla sofferenza
a farla scivolare via
ma qualcosa rimane
un cambiamento che è come una reazione chimica
entra sofferenza, resta una consapevolezza maggiore
di ciò che è la vita, di ciò che sono certe persone
e del posto che hanno dentro di me
tutte quelle cose che quando siamo tutti vivi non si pensano

oggi è il giorno di David
non lo posso salutare nella sua Siena
gli mando un saluto forte da Belluno
dal profondo del mio cuore che non ha una città ma che è ovunque ci sia una persona che sento meriti il mio amore e la mia considerazione

addio amico
che la terra ti sia più lieve
di quanto non è stata l’ultima parte della tua vita
e a tutti coloro che ti amano
auguro di poter vivere solo la gioia e l’onore di averti conosciuto
dopo che il tempo avrà riempito l’immenso vuoto della tua assenza

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11 commenti

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11 risposte a “la mia spoon river

  1. patrizia brogini

    Cara Simona,
    ricordo David nei corridoi del liceo, era bello, piaceva a tutte. L’ho conosciuto qualche mese fa in una bella serata d’estate a casa di amici. Garbato, schivo, gentile, uguale nell’aspetto a trent’anni fa. Mi ha lasciato l’impressione di una persona seria e mercoledì la notizia mi ha impietrito. Quando ho letto il suo percorso professionale ho pensato a te e ora leggo questo bellissimo testo che hai scritto che ricorda tanti amici tuoi che sono stati anche i miei.
    Grazie
    Un abbraccio
    patrizia

  2. Grazie a te Patrizia per le belle parole e per il ricordo di David.
    Un abbraccio
    Simona

  3. Paola_surfy

    Simona, anch’io credo che quanto più grande e intimo è il dolore, maggiore è il desiderio di viverlo in silenzio. Ricordare, scorrere, e così facendo, darsi tempo per metabolizzare. Nessuna manifestazione esteriore, o peggio, applausi, com’è tanto di moda adesso. Ciò che hai vissuto è veramente troppo. Ma vedila così, se può servire: se non avessi conosciuto tante persone meravigliose, forse avresti sofferto meno. Ma vuoi mettere cosa ti saresti persa? Ti sono vicina. Paola

  4. Ciao Paola grazie, hai proprio ragione. Tempo ce ne vorra’ di sicuro ed e’ veramente troppo, ma non sono cosa che dipendono dalla nostra decisione. Accadono. E anche se stravolgono, pur da lontano, le nostre vite, non possiamo che accettare cercare di comprendere dove e’ possibile e andare avanti.
    Grazie per il tuo pensiero
    un abbraccio
    Simona

  5. chi soffre veramente non ha niente da dimostrare
    l’amicizia
    l’amore
    la considerazione
    non hanno bisogno di urla sguaiate
    né di pianti isterici
    semplicemente ci sono
    e nessuno potrà negarle…

    L’espressione del tuo dolore è profonda, delicata, toccante.

  6. Paola_surfy

    Ciao Simona. Ho cambiato pc e risistemando le pagine, impostazioni ecc…(che seccatura) mi sono soffermata sul sottotitolo del tuo blog:”A casa ovunque”. Tu ti senti così? Dev’essere una bella sensazione per chi si sposta spesso. Non so se ne sarei capace. Ho come la sensazione (scusami l’ardire) che non sia proprio un bel periodo per te. Spero di sbagliarmi. Da parte mia, by calendario, ti faccio i miei più cari auguri di trascorrere una pasqua serena. Non sono religiosa (non nel modo tradizionale, almeno), per cui intendilo come un auspicio di bei momenti da godere. Spero a presto. Un abbraccio. Paola

  7. Grazie Paola, per il bell’augurio e per la tua preoccupazione.
    In effetti in questo periodo sono talmente stanca che non saprei nemmeno dire se e’ bello o brutto.
    Di sicuro un gran caos con tante cose che riempiono la mia vita che avrebbero bisogno di essere prese per un capo e dipanate come fili aggrovigliati.
    Sono successe cose terribili e dolorose negli ultimi mesi, allo stesso tempo ne succedono altre bellissime. In più non mi manca qualche preoccupazione di vario genere nell’immediato e per il futuro.
    Mi viene in mente un periodo, non moltissimi anni fa, in cui dicevo a un’amica che vivevo la sensazione di stare ai margini della vita. TuTto succedeva e io mi sentivo solo una spettatrice, la mia vita cioe’ non era toccata in prima persona.
    Da allora questa sensazione si e’ completamente ribaltata e la mia vita si e’ riempita di un mare di cose.
    Allo stesso tempo capisci che e’ proprio cosi’, caotica e imprevedibile. Ti porta dolori immensi e gioie incredibili, tutto insieme. Non c’e’ mai un solo bene e un solo male. E non si puo’ fare altro che accettare l’insieme a noi riservato andando avanti al meglio
    Magari, per me, cercando di riposare un po’
    Baci, e tanti auguri anche a te e a stefano
    Ps: a casa ovunque. Non ricordavo più di averlo scritto. Comunque si’, ho molte ‘case’ in effetti, luoghi diversi e lontani dove mi sento a mio agio. Credo di aver scritto quelle parole quando avevo percepito la sensazione che la vera casa sei te stesso. E quando sei in armonia con il tuo essere, quello più profondo, ovunque sei va bene
    🙂

    Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  8. Paola_surfy

    Ti lascio un saluto, sperando di rileggerti presto.

  9. sabrina

    Gentile Simona,
    ti ho già scritto in un’altra circostanza.
    Mi piacerebbe mandarti un mio pensiero, ma non posso farlo in questo spazio, aperto a tutti.
    C’è un modo per fartelo avere, senza invadere la tua privacy?
    Nulla di che, non temere 🙂
    Anzi, è un ringraziamento.
    Aspetto fiduciosa un tuo cenno.
    Buona giornata

  10. Ma che fai scherzi? Nessun pensiero di invadenza… Anzi, mi fa piacere avere qualcosa di tuo
    Mandamelo pure a simona.pacini@gmail.com
    Grazie, ciao
    🙂

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