il fattore estetico

No, io ancora non ci credo. Eppure ci ho riso tutto il giorno
Allora, noi s’è messo in piedi tutto l’ambaradan del mercatino per il soccorso alpino, si sono coinvolti i colleghi giornalisti, i commercianti, il comune e tutti quanti, e poi…
Ma andiamo con ordine.
Venerdì mattina a palazzo rosso s’è fatta la conferenza stampa di bilancio del mercatino dei giornalisti per il fondo di solidarietà del soccorso alpino di Belluno.
Cerimonia in grande stile con il sindaco, il pittore Franco Murer che ha consegnato il suo quadro al veterinario e volontario Luca Funes che se l’è aggiudicato all’asta, la scultura di Italo De Gol che va a Fiorello del rifugio Costapiana e tutto quanto
E poi il mega assegno, stile signor Bonaventura, con sopra la cifra raccolta: 5600 euro, che poi alla fine sono diventati 5700 con le ultime aggiunte in contanti.
Tutti hanno parlato. La solidarietà, il soccorso alpino, la gioia, la collaborazione e tutto il resto…
io, che non avrei voluto, esagero un po’ (ragazze, ho parlato troppo? Tiziana e Barbara: no no, sei stata giusta. D’altra parte con tutte le volte che ci siamo sorbiti noi le conferenze stampa… ah ecco, tradotto è: sì, sei andata lunga di brutto ma ti vogliamo bene lo stesso. Vi voglio bene anch’io, ragazze)

Poi si fa la consegna dell’assegnone di un metro fatto stampare da Tiziana che si srotola io e la Canova facendo apparire la cifra finale a sorpresa.

E poi parla Rufus.
Parte bene, ricordando di quando, nemmeno tanto tempo fa, l’attività del soccorso alpino era quasi sconosciuta a Belluno, perché avveniva in montagna, lontano dai riflettori e loro, i soccorritori non si mettono di certo a raccontare, di quando era difficile farsi intendere dai giornalisti che non capivano l’entità degli interventi e non riuscivano a renderli nei loro articoli (io me le ricordo bene, arrivata da poco, le lezioni di Rufus. Ma proverei oggi stesso a chiedere a un giornalista di pianura la differenza fra hovering e verricello)
Rufus va avanti. Comincia a parlare di come è stata brava Michela e il lavoro che ha fatto per il soccorso come addetta stampa e a un certo punto dice “sarà stato il fattore estetico”…
Sì sì, ha detto proprio così! il fattore estetico…
ha aggiunto anche qualche altra cosa, la bravura, probabilmente, ma io ero già scoppiata a ridere e ho cercato lo sguardo di Michela tanto per dirci con gli occhi che la frase era ambigua

e invece no, macché ambigua!
Era chiarissima… e infatti Canova era già in assetto da torello nell’arena, con sopracciglia aggrottate e sguardo serissimo, pronta a lanciarsi su Rufus che ha continuato imperterrito il suo discorso
Non ci potevo credere. Il fattore estetico…

Roba che ci ho riso tutto il giorno. Durante il viaggio per 400 chilometri mi sono rivista la scena al rallentatore duemila volte. Anche se sarà durata due secondi in tutto

Ora non è che devo proprio spiegare che la frase può sembrare un po’ maschilista ma detta in quel contesto, e soprattutto conoscendo le persone, era comicissima.

Il fattore estetico. Ora ci rimarrà anche questo fra i mille ricordi della storia del mercatino.

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2 commenti

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2 risposte a “il fattore estetico

  1. Piergiorgio Dell'Agostin

    Diciamo che …. c’entrava poco. 😉

  2. infatti, per quello non ci credevo…
    passando ad altro, super complimenti per come hai scritto c’entrava!
    scusa ma questa è una mia fissa, visto che il glorioso popolo veneto pare esser convinto che il verbo centrare ed entrarci siano la stessa cosa… 🙂
    e invece no!!! bravo

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