Nessuno straniero a Vich. “Ma la Lega non c’entra”

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Simona Pacini
PONTE NELLE ALPI (BELLUNO)

«È vero. Qui non vivono extracomunitari. Non ce n’è nemmeno uno». Perché? «Parché el paès l’è unì». Siamo a Vich, una novantina di anime alle pendici del Nevegal, a 460 metri in quota, versante pontalpino. Che significa, scusi? «Vuol dire che qui non piace dare case in affitto agli stranieri», spiega la signora che preferisce non dirci il suo nome. Ma come funziona, l’avete deciso in qualche modo, vi siete messi d’accordo? «No no, è solo così» dice allargando le braccia. «Ma non si parla di tutti gli stranieri – dice con un po’ di imbarazzo – sono i cinesi, i marocchini… quelli che creano problemi. Qua vicino, a Buscole, hanno affittato un appartamento a una coppia di cinesi. Pensavano che ci stessero due persone e invece alla fine ce ne giravano sessanta».Dici Vich e pensi Lega. «Ma no, ci mancherebbe. Qui la Lega Nord proprio non attecchisce – dice il capo frazione Paolo Sinfonia – e nemmeno il razzismo. Anzi Vich, a detta di tutti, è un paese molto ospitale. E, se vogliamo dirla tutta qui, per tradizione, siamo più comunisti che altro». Sintonia è capo frazione da 2 anni, prima di lui c’era Angelo Levis, oggi consigliere provinciale per l’Italia dei Valori a Belluno. Dello stesso parere Luigi Bernard, geometra. «Guardi, io non sono leghista, e una cosa del genere non si potrebbe nemmeno fare. Certo, magari si può scegliere. Qui saremo un centinaio di persone, e una ventina vengono da fuori. Sì sono italiani, certo. Ma la stessa cosa capita in tutti i Coi de Pera, a Losego, Quantin, Cugnan. Non è solo da noi che non ci sono extracomunitari».
«Non è che non li vogliamo – precisa il giovane barista Alex De Pizzol – è che proprio gli extracomunitari qui non ci sono. Sarà che abbiamo tutti case di proprietà, non c’è un vero giro di affitti». Alex ha preso in gestione il Sunshine da due anni. Lui arriva da Lastreghe e anche la moglie viene da un altro paese vicino. Fino a venti anni fa nella stanza dietro al bar c’era l’alimentari, uno dei due del paese. Ora là dietro si gioca a carte, si passa il tempo, si socializza.Come all’antica latteria sociale, ristrutturata dal Comune e diventata un piccolo museo oltre che un centro di aggregazione. Le donne del paese vi si trovano il lunedì sera e organizzano varie attività. La Crostolada di primavera, il presepe. Oppure fanno altri lavoretti che poi sfociano in beneficenza, con donazioni per Insieme si può… Quest’anno il presepe è fatto tutto di granturco, con i personaggi ricavati dalle pannocchie e la stella cometa costellata di chicchi di mais. Ogni anno il tema cambia. «Quando ci fu il crollo delle due torri – racconta una signora – lo dedicammo a quella storia. Fra i personaggi c’erano anche Bin Laden e un americano». Nella piccola veranda che ospita il presepe, c’è anche il quaderno per le firme dei visitatori, pieno di ringraziamenti e apprezzamenti, e una cassettina per le offerte. A due passi la chiesa. Il parroco viene da Col, sottinteso di Cugnan, e il programma delle messe è appeso davanti alla latteria. Ogni mattina il garzone di un forno dell’Alpago consegna il pane. Per ogni famiglia un sacchetto che si può ritirare quando si vuole dal cesto rosso appoggiato all’ingresso della latteria. Una volta al mese si paga il conto. Due-tre volte alla settimana passa il camioncino degli alimentari e della frutta e verdura. Anche tre o quattro vu’ cumprà bussano da anni alle porte di Vich con il borsone carico di fazzoletti, calzini, tende e accendini. E nessuno ha niente da ridire. «Non sempre si compra qualcosa – dice Paolo Sinfonia – ma loro tornano». «Qui si vive veramente come una volta – continua il capofrazione – in tanti lasciano la porta aperta con le chiavi fuori. Lo dico sempre a mia madre di non farlo, ma è più forte di lei».
Nel piccolo mondo antico di Vich gli abitanti sono per lo più anziani. «Ma stanno arrivando anche dei giovani» afferma speranzoso Sintonia. A differenza di quello che può sembrare a Vich non ci si annoia. La frazione, così come le altre della costellazione dei Coi de Pera, è attiva e piena di iniziative. «In agosto c’è Paesi aperti, che riguarda tutte le frazioni di Ponte nelle Alpi – spiega Sintonia -. Poi c’è il Pagarosto, un vecchio gioco, tradizione esclusiva di Vich. È un po’ come le bocce ma si svolge sui prati, in esterno, su un percorso che gira intorno al paese. È molto divertente».
Criminalità? «Qualche furto in due o tre case ma diverso tempo fa. Di recente non ricordo niente. Nemmeno atti vandalici. Qui è veramente tranquillo». Due anni fa un ragioniere trevigiano in fuga scelse i boschi di Vich per suicidarsi con un colpo in testa. Ma in genere la cronaca nera non si addice a Vich.
© riproduzione riservata

tratto da
GAZZETTINO
Data 09-01-2011
Edizione BL
Pagina 2

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1 Commento

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Una risposta a “Nessuno straniero a Vich. “Ma la Lega non c’entra”

  1. non mi dispice a fatto a questa sconosciuta dirli che e una grande razzista siamo tutti figli di dio respiriamo tutti abbiamo un cuore tutti e come in tutte le parti del mondo ci sono i buoni e i cattivi cara signora la domenica non andare in chiesa a
    confessarti

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