il cassetto dei ricordi

Re-sol-la-re
Mi-la-si-mi
Sol-do-re-sol
(L’anno che verra’ di lucio dalla)

Credo siano tre scale diverse di accordi per chitarra, credo.
Sono scritte con il pennarello verde su un bigliettino quadrato color arancio stinto emerso da un cassetto del passato insieme a tante altre cose, fra cui una lettera di amicizia-amore che non ricordo nemmeno a chi fosse destinata…
Due paginette fitte fitte scritte “alle 4.30 della mattina di sabato (a parziale giustificazione)”. E nemmeno un nome, eccetto il mio…
forse un’idea ce l’ho ma non ne sono sicura…
Chissa’ se e’ mai stata consegnata… Magari quella era la brutta copia, chissa’. Roba di venti anni fa, comunque…

Poi c’è la foto (anzi, la fotocopia di una foto, l’originale l’ho regalato) di una poesia di francisco j. carrillo, “mi amor sin rumbo, atlantico gemido”. Questa me la ricordo, scattata all’expo di siviglia, 1992.
“Ampio oceano, solo tu puoi amare gli amanti dell’alba…”
(nudi senza mantello né altro, senza l’erba di alta montagna, senza spada né cuore, né frecce né galeoni, solo tu puoi distruggere il dimenticato, raggiungere il passo sigillato delle Indie, eclissare la lucentezza, fondere radici oro ferro…)

Nel quaderno giallo a chiusura automatica, che non si chiude perche’ scoppia di fogli, ci sono un sacco di testi di canzoni scritte a mano su fogli che ora odorano di umidità.
Guccini a raffica, c’e’ anche Black out (la luce e’ andata ancora via ma la stufa è accesa e così sia, a casa mia tu dormirai ma quali sogni sognerai…), de andre’, l’alluvione di marasco, il dilemma di giorgio gaber (il loro amore moriva come quello di tutti)…

Oddio, il quadernino dei giorni trascorsi a cavallo a montieri… Mercoledì’ 27 agosto 1980. “Sveglia alle 7, colazione e poi alle stalle. Oggi si va in passeggiata…”
Cavolo, c’e’ pure la cronaca della mia caduta da cavallo dopo che arno aveva scalciato la mia lola…
“Mi ci son messa a piangere ma piucchealtro per il nervoso che mi ha fatto venire ‘la camilla’ quella odiosa parmigiana e per aver battuto la testa”.
Io quei giorni me li ricordo bene, gli incubi quando sognavo di dormire nella stalla e i cavalli mi scalciavano, la caduta nel pratino dieci metri prima delle scarpate rocciose di gerfalco, il lavoro nella stalla e quello in hotel.
e non avevo nemmeno 17 anni…
Ricordo anche che fu babbo a dirmi di andare al rifugio prategiano, dove avevamo festeggiavato comunioni e cresime, perche’ io volevo partire per l’inghilterra per lavorare nelle stalle e imparare l’inglese.
ma orazio ci disse che in inghilterra trattavano male quelli che lavoravano nelle stalle. allora babbo disse, meglio se vai a montieri da orazio.

Nel cassetto c’e’ anche una moleskine del 2001. Cosi’ ritrovo i posti visitati a pantelleria di cui non ricordavo più il nome.
Appartamento a khamma, al mare a cala levante, aperitivo al porto, cena a scauri, bagno termale a gadir, poi mueggen (chissà che ci sarà stato lì…).
16 ottobre festa di san fortunato, patrono di pantelleria
Il laghetto delle ondine, lo specchio di venere e la montagna grande…

A dicembre c’e’ una pagina piena di nomi femminili sotto a un cognome. Non ricordo se erano idee mie o se raccoglievo anche quelle di altri. Si trattava di scegliere il nome per la figlia di un’amica che sarebbe nata di li’ a qualche mese.
Elisa, sofia, irene, aurora, silvia, zoe, irina, carmen, bianca, fiamma…
Poi si e’ chiamata Matilde

Il 10 febbraio di quell’anno partimmo per la sicilia con luana e cristiano. Cavolo, non avevo realizzato che nel 2001 c’ero stata ben due volte in sicilia, a gennaio e a settembre con il viaggio a pantelleria…
Siracusa, ortigia, camminata a cassibile, capo passero, avola, noto… Ecco, proprio li’, sotto al duomo rovinato dal terremoto, il lunedì’ ricevetti la telefonata dal capo del gazzettino di belluno che mi voleva a lavorare su… Subito! Rimandai l’inizio del lavoro di una settimana, ovviamente..
Giro nella siracusa archeologica, acireale, aci trezza, aci castello… Giro al laghetto di cavagrande del cassibile, avola antica, valle dei templi ad agrigento…
E ancora, catania, mercato del pesce, pranzo alla paglia, che credo fosse una trattoria, taormina e castelmola…
ma si girava un sacco!
Si ando’ anche sull’etna e a tre castagni, da alessandro. E il giorno dopo, l’ultimo, nell’oasi di pantalica (ma non era vendicari?).
Tornammo su il 18 sera e il 20 febbraio iniziai a lavorare a belluno…

Mi piace proprio questo tuffo nella memoria, anche se ho ritrovato solo delle semplici date e dei nomi.
Ma solo leggerli mi riapre vecchi ricordi, cose quasi dimenticate e pronte a riaffiorare grazie a un appunto, a un fogliettino, a un’agenda!

Nelle pagine dal 5 al 9 luglio c’è l’intervista che feci a franco d’andrea a fabrica di benetton. Ho ancora la foto in cui indosso un abito semplice di lino marrone e porto gli occhiali, scattata dal fotografo del gazzettino mentre intervistavo d’andrea, seduta sul palco, dopo il concerto.
in realtà era prevista una serata con lucio dalla e nunzio rotondo che pero’ all’ultimo momento non vennero. E cosi’ d’andrea, che era il terzo del gruppo, divento’ il protagonista unico del concerto jazz. Molto bello, fra l’altro…

Quell’anno lavorai anche a treviso, da aprile a settembre, e scrissi un po’ di articoli intervistando vari musicisti. Oltre a d’andrea ricordo ricky bizzarro e giulio casale…
Era interessante, come attivita’, quella…
Ci trovavamo al corder, un’osteria che amavo molto, ora purtroppo chiusa, in centro a treviso, e mentre bevevamo vino loro mi raccontavano chi erano e che cosa facevano come musicisti.
Vennero fuori degli articoli carini, mi pare di ricordare. Appena torno su li ricerchero’ in archivio…

Nello stesso anno curai anche un libro sulla produzione del cristallo a colle val d’elsa, vedo ancora dall’agenda…
E il 10 novembre ero a firenze all’incontro con una sciamana maori, erena rangimarie, rere o maki…

Ma quante belle cose!
Di sicuro se non li avessi scritti, tutti questi ricordi si sarebbero sommati e confusi in un filo indistinto senza inizio né fine, insieme a tanti altri…

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2 commenti

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2 risposte a “il cassetto dei ricordi

  1. Raffaella

    Continua Simo, ti prego! …quando si apre il tuo cassetto è come se socchiudessi un po’ anche il mio! “Matilde” sarà stata la scelta giusta per la mia piccina? …sì direi proprio di sì 😉

  2. eh sì, è vero… e vedessi quante cose ancora ci sono… anche dei diari del liceo di cui potrei vergognarmi vita natural durante 😉
    per Matilde che domande ti fai? ormai non può essere che lei…..

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