La Spiaggia del Cinghiale

Una notte di qualche anno fa con un’amica decidemmo di dormire al mare, in spiaggia, con il sacco a pelo. Era una notte di luna piena e volevamo fare il bagno nell’ora magica.

Scegliemmo la Spiaggia del Cinghiale, una caletta di Punta Ala abbastanza difficile da raggiungere, frequentata per lo più dai residenti delle ville di quella zona.

Non so come si chiami in realtà, ma l’ho battezzata Spiaggia del Cinghiale dopo che la mia amica mi aveva raccontato che i cinghiali le avevano saccheggiato le provviste, tanti anni prima, mentre dormiva all’aperto con l’allora fidanzato. 

Abitavo ancora nella provincia montana, nella casa in pieno centro sotto le campane del Duomo, e trascorrevo tutto il giorno, dalla mattina alla sera tardi, tra il tribunale e la redazione.

Nonostante le lunghe camminate sul Nevegal e le escursioni in montagna, per le lunghe giornate al chiuso, avevo perso dimestichezza con il mondo naturale, e avrei tanto voluto ritrovarla. 

Così proposi alla mia amica, una che non si ferma davanti a niente, di passare la notte sotto le stelle.

Posteggiammo la macchina nell’apposito spiazzo ricavato nella pineta e, armate dei nostri bagagli, ci piazzammo su un tratto abbastanza vicino al mare. 

La Spiaggia del Cinghiale era piuttosto stretta, a malapena in alcuni punti ci potevano stare due file di bagnanti. Alle spalle, guardando il mare, rimaneva una parete di terra piuttosto bassa sorretta dalla vegetazione della macchia mediterranea. Verso la parte da cui si accedeva alla spiaggia, un litorale sassoso e pieno di scogli, si apriva un praticello delimitato da una siepe, nel quale diverse persone stendevano i loro teli o posizionavano le sdraio. Dietro alla siepe un viottolo separava la spiaggetta dalle ville.

Oggi purtroppo quella caletta appare del tutto snaturata, dopo che è stato scavato un nuovo tratto di spiaggia, stabilizzato da alcune lingue di terra che si tuffano in mare. 

Avevamo tutto il necessario per essere autonome fino al giorno dopo, dalla cena alla colazione e tutto il resto. 

La sera fu bellissimo addormentarsi guardando il cielo pieno di stelle. Dopo mezzanotte facemmo il bagno al chiaro di luna. Poi ci addormentammo di nuovo.

A un tratto sentii un rumore inconfondibile e lanciai un urlo che svegliò la mia amica.

  • Un cinghiale, ho sentito un cinghiale.
  • Ma che dici? Te lo sarai sognato, qui non c’è nessun cinghiale.

Io però avevo sentito grugnire, ne ero sicura. E anche abbastanza vicino.

La mia amica, convinta che mi fossi immaginata tutto, dormì tranquilla per il resto della notte.

Io no.

La mattina dopo, non appena fu giorno, ci alzammo e chiudemmo i sacchi a pelo prima che arrivasse qualcuno. 

La mia amica fece un giretto nei dintorni.

  • Avevi ragione te. Qui ci sono delle impronte fresche di cinghiale. 
  • Accidenti…
  • Però era uno piccino.  
  • Ah, meno male.

In ogni caso non ho ancora deciso se era meglio la versione del sogno o quella della realtà.  

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