La scelta politica di Ercolino & Co.

Mi duole comunicare a tutti i fedeli lettori che Il Miao ha cessato le pubblicazioni. Tutti i gatto-giornalisti che ne facevano parte, a cominciare dal direttore responsabile, Ercolino, in questi ultimi anni sono stati attratti dal complesso mondo della politica e hanno dovuto quindi scegliere, nel rispetto della deontologia professionale, di lasciare la loro scrivania e spengere i loro computer. Ovviamente speriamo tutti che si tratti di una sosta temporanea e che quanto prima possiamo tornare a leggere le appassionanti cronache della comunità felina di Vallecapocchi.

Ma finché questo non accadrà, saremo costretti a sorbirci i comizi elettorali di questa masnada di piccoli arrivisti.

Ercolino sulla scrivania

Ercolino, il cui orgoglio si è  probabilmente gonfiato a dismisura dopo la nomina a direttore responsabile del miao, ha preso pieni poteri e ora decide lui chi entra e chi esce. Ha dato disposizioni, con un editto speciale, di tenere le porte ben chiuse, ma questo provvedimento gli si è rivoltato contro ogni volta che ha tentato di entrare senza avere le chiavi a portata di zampa, per cui è stato costretto a sospendere la decisione. Diciamo che in genere a lui le porte chiuse non fanno troppa paura in quanto è l’unico della banda che riesce ad aprirle con una capata. Il discorso si è fatto complesso quando i guardiani le chiudevano a chiave in ottemperanza all’editto da lui stesso emanato. Ora se ne riparlerà non appena sarà stata discussa la famosa legge annuale sul budget destinato a croccantini e cibo umido. Un argomento di primo piano, specialmente per Ercolino, il quale, mangiando in continuazione, condivide anche questo aspetto con il leader maximo della Lega, partito con il quale sembra abbia intenzione di candidarsi alle prossime elezioni. La notizia non è ancora ufficiale ma pare che l’apparato della Bestia stia già prendendo provvedimenti per contrastarne l’ascesa, data per certa da sondaggi occulti. 

Musetta in una foto scattata in gioventù

Musetta, che non si capisce mai dove va né cosa fa ma quando sta in casa dorme sempre, ha deciso invece di iscriversi al Pd. La sua sembrerebbe essere un’adesione all’acqua di rose, ma allo stesso tempo non la prenderei sotto gamba. Pare infatti che, durante le sue numerose assenze, in realtà chiami a raccolta le gatte del circondario per organizzare un gruppo agguerrito che si dimostrerà in grado di conquistare in toto le numerose quote rosa disponibili nel partito democratico. 

Agatha

Anche Agatha inizialmente era entrata a far parte del Pd ma poi, stufa di sentirsi dare della radical chic a vanvera, lei che, ci tiene a dirlo, può vantare dei veri quarti di nobiltà, ha alzato la coda e con fare sprezzante ha deciso di migrare in Italia Viva, dove spera che le vengano riconosciuti tutti i suoi pregi, così come ritiene di meritare. Agatha sostiene che i belli devono stare con i belli e si è messa in testa di seguire Maria Elena Boschi in ogni suo spostamento.

Miciona con la figlia Musetta

Miciona si è sempre dichiarata di Forza Italia, in virtù dei valori della famiglia in cui crede e che ritiene la rappresentino. Negli ultimi tempi però le sue convinzioni l’hanno portata a sposare il pensiero di un’altra donna (solo il pensiero, eh, non fatevi strane idee) ed è passata con Giorgia Meloni, della quale apprezza tantissimo la coerenza tra idee, parole e azioni. 

Ettore in uno dei rari momenti trascorsi in gabbia

Per quanto riguarda Ettore la situazione è delicata. Grillino della prima ora, ha partecipato a tutte le manifestazioni di piazza, seguendo il comico vate per tutto il suo vaffanculo tour. La sua voce gattesca, naturalmente propensa alla lamentela e alla recriminazione, si è spesso distinta nelle occasioni più svariate, tanto che pare abbia raccolto anche diversi click sulla piattaforma Rousseau. Per non tradire il suo spirito indipendente, al momento però di riscuotere il frutto della democrazia diretta, Ettore ha detto no, precisando che non avrebbe rinunciato alla sua libertà per niente al mondo. Ha invece rinunciato con encomiabile dimostrazione di onestà, ad un lauto stipendio quinquennale che, devo ammettere, sarebbe stato fondamentale anche per noi che gli viviamo accanto. Ma sul punto è stato irremovibile. A niente sono valsi nemmeno gli sforzi per convincerlo ad assumere la guida di un dicastero. Pare che gli avessero offerto addirittura gli esteri. Per questo motivo Di Maio gli sarà riconoscente a vita e pare che stia già preparando le pratiche per assegnargli i croccantini di cittadinanza. 
Lui però, eternamente incontentabile, ha già preparato un emendamento da inviare alla Farnesina, in cui caldeggia l’attribuzione di interi scaffali di barattolini di cibo umido.

Gattaccina in una riuscita interpretazione di gatto tranquillo

Gattaccina era rimasta fino ad oggi l’unica apolitica della comunità di Vallecapocchi. Ma finalmente sulla scena si è affacciato il partito nel quale si può riconoscere anche una come lei. Poteva forse lasciarsi scappare, colei che in età prepuberale si è scelta da sola la casa in cui vivere (la nostra) e che si distingue continuamente per non stare mai ferma, l’opportunità di schierarsi a fianco di Carlo Calenda nel neonato Azione? Ovvio che no. A questo proposito ha già stilato un ricco programma nel quale saranno fondamentali i punti riguardanti la reiterazione continua di azioni quali rincorrere impauriti topolini e terrorizzate lucertole per tutta la casa. Il problema è che ora mi sta tutto il giorno su Twitter, per coadiuvare Carlo nelle risposte, dice, e non vorrei che questo comportasse una sensibile diminuzione della sua naturale tendenza all’azione. Di Gattaccina, intendo.


Gattaccio nell’alloggio popolare assegnatogli in vista dell’inverno

Gattaccio è da poco entrato a far parte dall’interno della comunità di Vallecapocchi, intorno alla quale ha vagato per anni come un satellite. D’altra parte la sua scelta politica lo obbliga a schierarsi sempre contro tutti e tutto senza riuscire mai a trovare un punto di accordo perfino con se stesso. Potere al Popolo è il mantra che ripete mattina e sera, miagolando per chiedere più cibo per i lavoratori e una cuccia per tutti. La sua insistenza, maturata in anni di battaglie per i diritti dei più deboli, lo vede spesso scontrarsi con gli esponenti degli altri partiti, in special modo con quelli più vicini all’ideologia cosiddetta di sinistra, mentre coltiva un rispetto quasi ossequioso per Ercolino, riconoscendone incredibilmente la supremazia. Bisogna ammettere però che le sue battaglie, per quanto riguarda la distribuzione di croccantini e cibo umido e l’assegnazione di una cuccia calda e riparata, sono state vinte. Almeno per sé.

Un’altra esponente sta cercando di farsi largo nella comunità gattesca di Vallecapocchi, al momento fermamente respinta dalla regina del casolare, l’umana Loriana (umana come stato di fatto, sia chiaro). Si tratta di una gatta, di cui al momento non conosciamo il nome né la provenienza, che si è accasata nella parte finale della legnaia dove ha trovato un rifugio sicuro al riparo dalle intemperie. Nonostante la sua ritrosia nel farsi avvicinare da umani e felini, ha però reso note le sue tendenze politiche, dichiarando di essere schierata con Più Europa. Una scelta del tutto rispettabile ma che purtroppo non le garantisce i numeri necessari per entrare a far parte più attivamente e in modo rappresentativo della comunità felina.

Da Vallecapocchi per il momento è tutto. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa complessa comunità politica.

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