Annapurna, aspettami

Devo ammettere di essere proprio una tipa molto previdente
altrimenti non avrei preso tanto in parola il collega che la sera mi fa:
“Domani mattina se vuoi puoi andare a farti un giro nei sotterranei di Belluno. L’appuntamento è alle 9.30 in piazza Duomo. Vestiti bene però perché sono freddissimi. Scarponcini, giaccone. E poi è un buio pesto. Serve una torcia”.
Certo, ho pensato, che problema c’è? Ho tutto.

arrivata a casa apro armadi e cassetti e preparo l’equipaggio per il giorno dopo. meglio non lasciare niente al caso.
Sarà che la mattina avevo avuto una di quelle febbri al contrario, stesa sul divano, gelata dalla punta dei piedi fino all’anima
la sera poi un caldo infame. mi mancava solo un rifugio antiaereo buio e freddissimo

prima di tutto la torcia. una frontale mai utilizzata

Se si esclude quando dovevo sporgermi dalla finestra per controllare che la vicina avesse ben chiuso la sua, prima di far uscire Ercolino

ora, con la gabbia da gatti, non mi serve più nemmeno per quello

la provo, le pile sono ancora cariche, funziona

via, nello zaino

con: il cappello di lana, un paio di guanti, una sciarpa e una bandana
(Meglio avere più opzioni)

E ancora: una bottiglietta d’acqua, un piccolo thermos di the caldo, due barrette energetiche e un po’ di frutta secca
non sai mai di cosa puoi avere bisogno là sotto

Non ho proprio idea di come siano fatti questi sotterranei
il collega dice che attraversano tutta la città

la mattina dopo il sole splende in cielo

ma io mi preparo a scendere sottoterra dove fa un gran freddo

Indosso un paio di leggins neri di pile e soprapantaloni antivento

canotta tecnica, maglietta di cotone a maniche lunghe, maglioncino leggero in pile e giubbottino tecnico pelosetto

a volte cascasse qualche goccia dall’alto…

calzettoni super caldi (comprati in Bosnia, al compound americano, reggono fino a meno 40 gradi) e scarponcini da montagna con la suola grippata antiscivolo

e se facesse meno freddo ma non troppo?

infilo nello zaino anche un gilet, per ogni evenienza

ma se invece facesse ancor più freddo?

Ecco qua la giacchina a vento, quella leggera

Tolgo il gilet, meglio non esagerare

Metto un pacchetto di fazzolettini e un burro di cacao in un taschino

Nell’altro il telefono e, dopo aver chiuso la porta di casa, le chiavi

Arrivo all’appuntamento pronta a salire sull’Annapurna

Gli altri sono in jeans, maglietta e all stars

“Ma come?” Faccio

il fotografo dice: “ho tutto in macchina”

Immagino uno zaino pieno di roba

in realta è un giubbottino di tela

l’attraversamento della città sottoterra, fatti qualche decina di metri, dura sì e no una manciata di minuti

La gita, con le spiegazioni e la visita a due diversi rifugi, non prende più di un’ora

non fa nemmeno freddo, anzi

Vestita così ho fatto praticamente una sauna

la torcia l’ho accesa giusto per simpatia ma non sarebbe servita

Come qualsiasi altra cosa che avevo messo nello zaino

Peccato, per l’Annapurna sarei stata perfetta

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2 commenti

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2 risposte a “Annapurna, aspettami

  1. Giovanni

    E allora, se non hai già avuto occasione per farlo, fatti una visita ai bottini di Siena.

  2. Ma sai che non ci sono mai stata?

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