una vacanza speciale – lasciatemi qui, per favore (4)

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Il traghetto Aquavision parte alle 8.30 dal porto di San Vincenzo
Mi metto in fila per fare il biglietto (34 euro piu 8 di ingresso al parco) mentre Lula fa un salto alla Coop a comprare un po’ di frutta fresca
Sono attrezzata contro il sole, ohibò, come una turista tedesca
cappello di paglia, spolverino di lino bianco, ombrellino e crema solare 50 schermo totale
a Pianosa non ci sono molti alberi
è un’isola brulla e assolata
e come se non bastasse, ci spiegherà la guida durante la passeggiata, non ci piove mai, proprio a causa della morfologia piatta (pochi metri sul livello del mare) che non offre appiglio alle correnti

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La prenotazione per la visita a Pianosa è stata fatta diverse settimane prima. Abbiamo scelto sabato 18 luglio (2014) così ci saremmo arrivate nel primo giorno di vacanza e poi saremmo state libere di andare a Capraia dove saremmo rimaste per qualche giorno in pace
le due isole non sono collegate

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sul traghetto ci presentiamo alle guide. nessuno può entrare nell’isola dell’ex carcere senza la loro mediazione.

Il viaggio dura due ore e mezzo
un po’ guardiamo dal finestrino, un po’ saliamo sul ponte
anche se il sole comincia a farsi sentire

 

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la barca è pienissima
c’è gente di tutti i tipi

nella fermata a Marina di Campo, isola d’Elba, salgono altri visitatori
ormai ci siamo quasi
sulla linea dell’orizzonte si vede già la striscia scura di Pianosa
sono le 11 passate quando attracchiamo nel porto

scendiamo e cerchiamo il nostro gruppo, quello della passeggiata per l’isola
poi ci sono quelli del giro in bici, in carrozza, con la canoa
il sole batte forte
facciamo un salto al bar ristorante per lasciare lo zaino e rinfrescarci in bagno prima dell’escursione

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a Pianosa ci saranno 40 gradi. deve essere veramente l’unica località italiana battuta dal sole in un’estate piovosa e freddina come quella del 2014
io sembro la protagonista di un giallo di Agatha Christie, quello della tipa grassa e imbacuccata che assisteva agli scavi archeologici nel deserto
non bastassero il cappello di paglia a larghe tese, gli occhiali da sole e lo spolverino bianco, apro anche l’ombrellino per parare il sole
una bambina mi indica al padre che la porta a cavalcioni sulle spalle
lo avrei fatto anche io, nei suoi panni

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la calura è insopportabile
la testa mi scoppia
ogni tanto ci fermiamo in cerca di un po’ d’ombra
ma incrociamo degli alberi alti solo in due punti del nostro cammino
per il resto è tutta terra, macchia mediterranea, e stradine polverose

la guida ci parla anche degli animali e delle piante (qui, per esempio, non esistono le vipere) che vivono a Pianosa, oltre che della storia dell’isola e del carcere per la quale è famosa

vietato allontanarsi da soli oltre il muro del carcere, in pratica su tutta l’isola, eccetto il paesino e l’area del ristorante bar negozio di souvenir che ora è anche albergo

le camere sono dieci e tutte di colore diverso
dicono che la sera qui, senza visitatori e senza luce, esclusa quella di luna e stelle, sia un’esperienza unica
(chi vuol fermarsi a dormire prenoti chiamando Filippo al 366 4863363)

i detenuti di Porto Azzurro, dall’isola d’Elba, vengono mandati qui a lavorare
li vediamo passare sulle biciclette o a piedi con gli attrezzi in mano
vanghe rastrelli
continuano a coltivare questa terra che un tempo, nemmeno troppi anni fa, fu un esempio eccezionale di produttività

 

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poi, dopo le stragi di Falcone e Borsellino, quando i normali detenuti furono sostituiti dai mafiosi in regime di 41 bis, cambiò tutto

la passeggiata finisce che son già passate le due
ma non ci pensiamo nemmeno a mangiare e ci tuffiamo in acqua
nella spiaggetta di cala Giovanna, l’unica aperta al pubblico

l’acqua è fantastica
inforchiamo le maschere e cominciamo a osservare i fondali salutando i pesci trasparenti e colorati che nuotano insieme a noi

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alle 17 ripartiremo con il traghetto per cui dopo il bagno arriva anche l’ora del pranzo
ci sistemiamo sulle panchine di legno con i tavoli da pic nic nell’area a pineta e apriamo i nostri zaini
per tirar fuori il pranzo al sacco
compriamo mezzo litro di acqua a testa per riempire il thermos
al bar è quasi finita ed è solo sabato
la tipa è disperata
i pancali non arriveranno prima di lunedì e domani, domenica, si prevede l’assalto di altri 300 turisti

(ecco qui apro una piccola parentesi. racconto a Lula che la signora dice “pancali” ah ah… ma lei non ride. si dice proprio così. e io che mi ero fatta convincere dai veneti che sostengono che si dica bancali, incredibile! in realtà, ho controllato, vanno bene entrambe le versioni)

tornando all’acqua

ci penseranno loro
noi domani saremo già a Capraia

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torniamo a San Vincenzo giocando a burraco in traghetto
io sono cotta e strabollita dal sole
stavolta vince Lula
e siamo pari

(4 – continua)

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