Gli anni ruggenti della tv privata

Alla fine del 1976 anche Colle ebbe la sua tv privata. Si chiamava Rts, Radio Tele Siena, e fu la prima di tutta la provincia. Due anni prima ad Arezzo era nata Teletruria, la prima in assoluto, e trasmetteva via cavo. Dopo un anno, quando la legge lo permise, passò all’etere.

Rts fu aperta in un fondo di Igino Bartoli in piazza Spartaco Lavagnini. Il capofila dell’operazione era Piero Barbagli, che si occupava dei trasmettitori, e che con Franco Masoni, anche lui in Rts, un anno dopo avrebbe aperto Canale 3 a Siena.

In ogni caso, in quel 1976, fu la tv di Colle a trasmettere la prima edizione di 96 Ore di Palio.

Due per esser precisi, quella di luglio e quella di agosto.

Le attrezzature furono installate a Palazzo Sansedoni con il placet del Monte dei Paschi e due telecamere in bianco e nero ripresero i quattro giorni della festa dalle trifore su piazza del Campo. 

Io all’epoca avevo tredici anni e ho vaghi ricordi delle persone che giravano intorno alla tv. 

Babbo ideava le trasmissioni e organizzava il palinsesto insieme al Bartoli e zio Romano, col negozio Radiopacini, pensava alla parte tecnica.

Mi ricordo di Renzo Fanetti, con la sua telecamera, ma più per averci lavorato dopo, quando si andava a giro a riprendere i pranzi dei cinquantenni all’Astronave e io facevo il commento vocale, che per Rts. 

Mi ricordo anche di Iginio Bartoli, che in quegli anni era il presidente della Colligiana e da cui, un po’ di tempo dopo, avremmo comprato la casa. Ma lui è impossibile dimenticarlo, mi pare ancora di vederlo passare per piazza col cappotto lungo foderato di pelliccia, in tutta la sua imponenza.

Però mi sono informata e a forza di chiedere ho raccolto altri nomi. Tra quelli di Siena c’era Paolo Tozzi che raccoglieva la pubblicità.  

Il maestro Ilio Guerranti leggeva il tg, alternandosi con le ragazze più belle di Colle, Monica Sottili, Paola Buzzichelli, Patrizia Righi, che conducevano anche le trasmissioni di intrattenimento. 

C’erano delle aste, in cui venivano venduti oggetti ricevuti in regalo dai commercianti di Colle e il cui ricavato andava all’Unione Sportiva Colligiana. 

C’erano dei giochi, degli indovinelli e una volta vinsi anch’io. Telefonai e detti la risposta giusta. Il premio era un vaso di terracotta smaltata con un bel fiore arancione dipinto sopra.

Credo ci s’abbia ancora, da qualche parte.

Programmi, trasmissioni, qualunque cosa venisse fatta in tv in quegli anni era frutto di artigianato puro. Non c’era una scuola, se non quella della Rai, che stava però su tutto un altro piano.   

La mi’ cugina, che alle elementari c’aveva la maestra Guerranti, moglie di Ilio, ci andò in gita con lei e la maestra Pizzirani. I bambini fecero un giro nella sede di Rts, furono intervistati e poi la sera si rividero in televisione. 

Mi ricordo di quelle stanze bianche piene di aggeggi e fili elettrici e con qualche scrivania qua e là. 

Quando ero al liceo poi, babbo mi fece fare un provino insieme a un altro ragazzo. Mi pare che andai meglio io. Lui, che pareva più sciolto, davanti alle telecamere rimase bloccato. L’idea era quella di fare un programma musicale, passando i dischi su richiesta o meno. Una specie di Deejay TV ma parecchi anni prima. 

Purtroppo il progetto non andò mai in porto.

Mamma invece ricorda che in quel periodo portò i ragazzi in gita nella sede del Monte dei Paschi e quando si seppe che era la moglie di Asvero Pacini di Rts la trattarono con tutti gli onori.

Noi all’epoca si stava all’inizio di Campolungo, la tv era a poche centinaia di metri da casa, andando verso Gracciano.

Le macchine si posteggiavano in strada e spesso nemmeno si chiudevano.

A un certo punto babbo cominciò a trovare cose strane nell’automobile la mattina quando partiva per andare a scuola. Una volta gliela riempirono tutta di shampoo verde. 

Lui si arrabbiava e gli usciva qualche maledizione a denti stretti. 

Diceva che tanto lo sapeva che glielo facevano per colpa di Rts, ma non ne so il motivo. 

Se ci fossero delle invidie, dei litigi, o che altro.

All’epoca ero piccola e ingenua e non capivo nemmeno la ragione per cui uno si mettesse a far dispetti, o più o meno velate minacce, per una televisione.

In ogni caso Rts andò avanti qualche tempo ancora, dopo l’uscita dei senesi che avevano fondato Canale 3. Poi, come tutte le cose belle, finì. 

O forse è meglio dire, come tutte le più belle cose.

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