Pian dei Castaldi 2… ovvero di come la festa dei toscani è riuscita benissimo nonostante me

Superata la tentazione di narrare questa storia in terza persona, facendo inutilmente finta di non esserne io la protagonista, procedo.
Allora, intanto bisogna dire che io venerdì, il mio unico giorno di riposo settimanale, l’ho passato a far la spesa, a tagliuzzare e cuocere verdure per la ribollita e a preparare la salsa per i crostini di fegatini per la festa dei toscani di domenica. E faceva anche un caldo cane
Il giorno dopo, che era sabato, ero capo al lavoro, ma prima di entrare la mattina e nell’intervallo del pranzo, ho portato avanti la preparazione dei due capolavori. Ribollita e salsa per i crostini.
Fra l’altro quelli erano proprio il mio orgoglio, e ho insistito io, specialmente con i fegatini, a metterli nel menu. infatti quando annarosa aveva detto: “Sì, e chi vuoi che la faccia la salsa per i crostini?”, son stata subito pronta: “Ma io no?”.
D’altra parte lei non lo poteva mica sapere che è da quando sono arrivata in veneto che cucino ribollita e salsa a raffica per amici e colleghi come in toscana, of course, non avevo mai fatto…
Ecco, ora mi viene in mente quella volta che l’avevo portati al gazzettino a mestre e c’era lago direttore e ruo tagliava il pane…
Ok. Torniamo a noi.
Sabato a pranzo, prima di tornare al lavoro, mi sono proprio inorgoglita. La ribollita era perfetta ma la salsa era venuta qualche cosa di spettacolare. Delicata e saporita, bella morbida. Gli mancava solo il pane…
Vabbè, devo scappare. Lascio tutti i pentoloni in cucina, nel frattempo è scoppiata una bufera e è venuto anche un po’ di fresco, così tiro giù gli avvolgibili e torno in redazione. Da dove esco alle 10.30 la sera, nel senso delle 22.30…
Ora ecco, appena ho aperto la porta di casa l’ho sentito subito che c’era qualche cosina che non girava per il verso giusto. Un odorino… sì, chiamiamolo così vai.
Mi fiondo sui pentoloni e… ORRORE!!!
Ribollita numero uno è coperta da una patina rosacea, all’apparenza una muffa umida. La tolgo, sicuramente sotto non avrà preso. Assaggio. Ma che schifo…
Sollevo il coperchio al pentolino dei fegatini (8 etti!) per vedere che la salsa è montata come una mousse al cioccolato… uhm. Non va affatto bene.
Ma non mi arrendo. La rigiro e la ripasso sul fuoco, poi la metto in frigo. Tento tutte le tecniche conosciute di rianimazione sul posto. E assaggio. Uno schifo!
Non è possibile! Ma come ho potuto non pensare agli effetti devastanti del caldo?
Ribollita numero due. Sembra ancora buona. Assaggio, rigiro, rimestolo. Lo è via, senza discorsi. Allora ci si mette il pane. Ripasso sul fuoco per farlo disfare bene, poi la metto a raffreddare sulla finestra. Vo a letto, dormo un’ora, mi rialzo e la sollevo delicatamente per rimetterla in frigo. ovvia, ci siamo. Non tutto è perduto.
La mattina dopo sveglia presto, passeggiata doccia colazione e via a preparare tutto quello che serve. Porto anche i tegami con le cose rovinate, meglio buttarle nel bosco per i caprioli del pian dei castaldi che a casa…
C’era anche una borsona blu dell’ikea (quella del se ti piace il sacchetto giallo allora compralo blu) da qualche parte, ma non la trovo. Eppure c’era. Giro tutta la casa due volte ma niente. Ok, pace. vado.
Alle dieci son già lì, pronta a scaricare tutto. Ribollita uno e salsa di fegatini finiscono in una buca fra gli alberi ben distante dal luogo della festa. Chissà se qualcuno poi avrà apprezzato. L’aspetto, per noi umani, non era invitante per nulla. E finiamola qui.
Ribollita due viene portata in cucina insieme a tutti gli altri accessori e ai cartelloni che ricordano i lavori da fare per la preparazione del pranzo.
Non distribuire da mangiare prima di sedersi, sennò si fa come l’anno scorso che tutti assaggiavano tutto e alla fine quando s’arrivò a tavola nessuno aveva più fame. Anche quella volta si pensò ai caprioli. E parecchio
Tagliare il pane, tagliare i pomodori, tagliare le verdure per la griglia…
Azz… le verdure per la griglia! Erano in cantina, me le sono dimenticate… ok, vado. non posso fare altro…
Tanto da lì a casa mia sono solo 12 km ‘un sarà mica la fine del mondo. E poi come diceva la mi’ nonna chi non ha testa abbia gambe e quindi mi tocca. Tanto più che le gambe in realtà sono le ruote dell’alfa rossa e quindi alla fine non è poi tutta questa fatica.
Sono già le undici. Arrivo in piazza e… dove ho messo le chiavi di casa? Ah, nell’astuccino di pronto soccorso che ho lasciato lassù a pian dei castaldi insieme a tutte quell’altre cose.
Aiuto. Calma. Ragioniamo. Michela ce n’ha una copia di scorta ma chissà dove sarà a quest’ora di domenica. E poi ne tengo una anche in redazione. Tre minuti a piedi, attraverso piazza duomo e ci sono. Veloce come un lampo, salgo, ciao ciao, scappo a dopo. E via.
Che ganza! Sì ganza parecchio… le chiavi di scorta funzionano solo per il portone giù e per la casa, mica per la cantina….
Accidenti, mi tocca a ritornare su, al pian dei castaldi via, ‘un c’è verso.
Uffa, questa non ci voleva. Con tutte le cose che ci sono da fare, proprio io, che ho messo insieme tutto l’ambaradan dei toscani a belluno, condannata a fare avanti e indietro tutta la mattina?
Allora, intanto andiamo a casa e riflettiamoci un po’ su. Male che vada sfondo la porta…
No, ma che stupida! Qui prima di me ci stavano in due e quando sono entrata mi hanno dato un sacco di chiavi. Metti mai che c’è anche una doppia della cantina…
Svuoto il cassettino in borsa e mi fiondo giù. Ne provo due o tre e alla fine la porta si apre come per magia. Eccole là le verdure da fare alla griglia. Nella bustona blu dell’ikea. appunto….
Vabbè, a questo punto ci siamo. Carico la roba in macchina…
E la chiave dell’alfa? Ma cavolo, l’ho usata cinque minuti fa. E ora?
Ah, meno male che quando mi sono rovesciata in borsa il cassetto delle chiavi c’è finita anche la doppia della macchina. Per ora va bene così, a quell’altra ci penserò dopo.
Via, su al pian dei castaldi. Parto dalla piazza che suona già mezzogiorno.
quando arrivo l’attività ferve di brutto e tutti stanno facendo qualcosa. Roberto di grosseto è al fuoco e sistema la carne, il pane è già tagliato, antonella ha preparato il pomodoro per le bruschette, celeste taglia il lardo e il pecorino, roberto quell’altro sta già grigliando delle verdure (gli zucchini dell’orto di annarosa), laura comincia a tagliare le mie.
Insomma, va tutto avanti alla grande. La giornata è splendida, il temporale di sabato ha spazzato via l’afa e si sta d’incanto. Ai bambini ci pensa manuela, che ha portato i palloncini da gonfiare e tante altre cose. C’è chi gioca a pallone più sotto. I cani, quattro, stanno tranquilli, ognuno per conto suo. o quasi.
Il pranzo è stato perfetto. Tutti hanno mangiato un sacco e son stati stracontenti.
Ah, anche ribollita due è andata ai caprioli. L’avevo fatta assaggiare a vulco, prima. “Perfetta” aveva detto. Poi però avrei dovuto pensare a metterla in frigo, e invece, tempo di arrivare all’ora di pranzo, ha preso l’acido anche questa. Ragazzi!
Ce n’avrò da imparare per la prossima volta, eh…
Meno male che c’era la panzanella di rosalba che è bastata per tutti, e gli antipasti lo stesso. Alla fine l’idea (mia) della bruschetta col pomodoro non è stata male, almeno è andata al posto dei crostini neri. e con la grigliata poi s’è chiuso il cerchio. Anzi no, con i dolci, di cinque tipi, uno più buono dell’altro.
Come al solito poi ho dovuto lasciare la festa a metà pomeriggio per andare a lavorare. Capo sport, di domenica. Ri uffa! Vabbè, è sempre così.
Ho posteggiato in piazza e mi sono fiondata diretta in redazione così del fatto che non avevo più nemmeno il doppione delle chiavi recuperato la mattina me ne sono accorta solo all’una di notte, quando finalmente ho chiuso tutto e sono tornata a casa.
Ma che cavolo…
Sarò rimasta dieci minuti buoni giù sotto, fuori dal portone con i miei sacchettoni pieni di pentole a rovistare dappertutto. Alla fine è spuntato il mazzo vero. Quello che c’ha anche le chiavi della cantina.
Invece per la macchina avevo sempre il doppio. Pace, ci penserò domani.
La mattina dopo alla fine sono usciti tutti e due i mazzi, casa due e macchina, appoggiati su un ripiano della cucina e coperti da un tagliere che avrei voluto portare a pian dei castaldi e che poi mi ero dimenticata di prendere.
Vabbè, tutto è bene quel che finisce bene.
Soprattutto la nostra festa, che è riuscita benissimo. Nonostante me…

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4 commenti

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4 risposte a “Pian dei Castaldi 2… ovvero di come la festa dei toscani è riuscita benissimo nonostante me

  1. Karka

    Accidenti m’hai fatto venì il fiatone a legge tutte le tue disavventure. Ma te sei la SuperSimo e te la sei cavata alla grande. Complimenti!

  2. potremmo farci una serie a fumetti… le disavventure di SuperSimo!

  3. Sì in effetti ce la vedo una bella striscia in fondo al gazzettino, con Super Simo che fa le nuvolette. Peccato per tutto quel ben di dio (anche i caprioli avranno fatto festa) ma, come dicevi anche te, la festa è riuscitissima. Mi raccomando quelle chiaviiii!!!! ^___^

  4. Giovanni

    Vabbè dai…..vedila da questo lato: tutto quel correre avanti e indietro ti ha stimolato l’appetito, cosa che di solito quando ci si dedica troppo a cucinare tende a scemare.
    Piacevole e divertente come al solito.

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