qualche giorno fa mi sono interessata al nome di un giornalista che figurava nel borsino dei direttori.
una nota di Prima Comunicazione dava Walter Mariotti, 44 anni, senese, in partenza da direttore responsabile di IL, periodico maschile patinato del Sole 24 Ore, a vice direttore di Panorama.
Senese? oh, cavolo, anche questo non lo conoscevo mica… l’età più o meno è quella, dovremmo esser cresciuti insieme. Magari ci siamo incrociati all’università, come con Antonio Socci.
tipo Lettere e filosofia in via Fieravecchia (al tempo c’era solo quella parte lì)
Chiedo a un’amica del luogo e del settore.
Non mi pare carino riportare quello che mi ha detto nella nostra conversazione privata, mi limito a riferire una non entusiastica considerazione del personaggio (che è di Iesa, precisa lei, non di Siena)
Ah, faccio io, di Iesa (che è una frazione di Chiusdino), come Giordano Bruno Guerri!
“Sì, infatti si son dati mano almeno agli inizi… facevano un’assurda trasmissione di notte a rai 2…”
Beh, insomma. Uno può dire quel che vuole ma IL a me è sempre sembrato un gran bel periodico. Di quelli un po’ superflui, d’accordo, ma vuoi mettere leggere un articolo con l’indicazione della musica da tenere di sottofondo?
(l’hanno fatto in almeno un’edizione)
Ho per casa il numero di febbraio, mi ci casca l’occhio.
C’è anche l’editoriale, del direttore, of course. Leggiamo.
“A proposito di ‘valore’
Che succede se la Apple vale più della Grecia? Che mondo è quello in cui il valore di un’azienda simbolo dell’Occidente è superiore a quello del paese dove l’Occidente è nato? Ma non solo anche di tutta la carne consumata dagli americani in dodici mesi, di due programmi Apollo e di tutta la droga illegale che circola in un anno?”
Domande lecite, certo, temi alti, attuali, come si conviene al direttore di un periodico un po’ “chic”.
“La risposta è semplice, purtroppo. E’ un mondo condannato, perché ha abolito il principio che regola la realtà: la distinzione tra l’ordine economico, legislativo e religioso. O se vogliamo culturale. In un mondo fatto così la prima cosa che si perde è proprio il significato del ‘valore’, che è e resta il legame tra la realtà delle cose e la realtà dello spirito”.
Profondo.
Continua: “Prima che un concetto economico o fisico, infatti, il valore è un’essenza metafisica cioè spirituale”.
Va bene, bla bla bla. Una serie di concetti interessanti, a chi interessano certo.
Sulla copertina c’è un primo piano della Merkel: “Madre senza coraggio” è il titolo del servizio, cui seguono approfondimenti di natura economica sulla nazione germanica. Come è giusto, visto il padre del periodico (Il Sole, intendo). C’è anche un dossier sui bordelli nel mondo. D’altra parte è un “maschile”. scontatamente, direi
poi servizi di moda per uomo, rubrichette varie, cinema, arte. Il fascicolo Rane (“qui non si canta al modo delle” è il sottotitolo). Wow…
Altissime citazioni e richiami di un mondo che fu.
Ok. E allora?
Allora continuo a leggere l’editoriale, anzi l’Incipit, del Diretùr.
Quando dice che il valore è legato all’essere e non al fare (bravo!). Che è una qualità piuttosto che un’azione (beh, anche “piuttosto che” è usato nel modo corretto, non posso che compiacermi).
“E’ un dono, il valore, o se preferiamo uno stato di grazia”.
Incoraggiante e poetico, quasi.
“Riconoscendo in se stessi, e dunque negli altri, la natura spirituale che attraversa un’esperienza umana per migliorarsi. Il fare, nostro e altrui, può aumentare o diminuire l’autostima e forse il prestigio, ma rispetto al valore siamo tutti uguali”.
Sì, lo ammetto, niente di immediato. Un filino bisogna starci a rifletter su…
“Un’idea difficile da fare digerire agli uomini quasi più che hai mercati”.
Fine
NO…
Oddio… no no, non ho scritto male io. E’ proprio così. Quell’acca in più senza motivo senza ritegno senza scusante sull’editoriale del direttore di IL, periodico figo (e maschile) del Sole 24 Ore…
Che avesse ragione la mia amica?